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Notte stellata di Van Gogh: l’astronomia forense indica una data

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Un nuovo studio basato sull’astronomia forense potrebbe aver risolto uno dei misteri legati a Notte stellata di Van Gogh, uno dei dipinti più celebri e riprodotti di sempre. La ricerca arriva addirittura a indicare una data precisa per l’ispirazione dell’opera, cioè il cielo che precedeva l’alba del 22 luglio 1889. Si tratta di un’ipotesi, va detto subito, ma l’idea di fissare su un calendario il momento in cui il pittore olandese ha osservato quel cielo è di quelle che attirano l’attenzione ben oltre il mondo dell’arte.

Per chi ama la pittura, Notte stellata è un quadro che sembra vivere di immaginazione pura. Quei vortici, quelle luci quasi vibranti, quel cielo che pare muoversi davanti agli occhi dell’osservatore. Eppure lo studio parte da un presupposto diverso e piuttosto affascinante, perché sostiene che dietro la tela possa esserci anche un cielo reale, osservato in un momento ben preciso.

Che cosa significa usare l’astronomia forense su un dipinto

L’espressione astronomia forense suona un po’ da serie televisiva, ma il concetto alla base è abbastanza intuitivo. L’idea è trattare un’opera, o un qualunque documento del passato, un po’ come si tratterebbe una scena da indagare. Se in un quadro compare un cielo, allora quel cielo può diventare un indizio. E gli indizi, messi insieme con pazienza, possono condurre a una data.

Nel caso di Van Gogh il ragionamento segue proprio questa strada. Il cielo dipinto viene letto non soltanto come espressione artistica ma anche come possibile testimonianza di ciò che l’autore aveva davanti agli occhi. Da qui nasce il tentativo di ricostruire il momento esatto in cui quella scena celeste potrebbe essersi presentata. Il risultato della ricerca porta appunto a un’indicazione molto netta, ossia le ore che precedevano l’alba del 22 luglio 1889.

È proprio questa precisione a rendere lo studio così interessante. Non si parla di un periodo generico o di una stagione, ma di un giorno specifico e perfino di una fascia oraria, quella che sta tra la notte piena e le prime luci del mattino. Un dettaglio che, se confermato, darebbe al capolavoro una collocazione temporale molto più concreta di quanto si sia abituati a immaginare.

Un mistero che riguarda uno dei quadri più famosi al mondo

Il fascino della scoperta sta anche nel fatto che riguarda un’opera conosciutissima. Notte stellata è un’immagine che quasi tutti hanno visto almeno una volta, su un libro, su un manifesto o persino su una tazza. Proprio per questo l’ipotesi di poter risalire al cielo che l’ha ispirata colpisce in modo particolare, perché tocca qualcosa di familiare e lo guarda da un’angolazione del tutto nuova.

Bisogna comunque ricordare che la ricerca parla di un’ipotesi e non di una certezza assoluta. Il condizionale è d’obbligo, perché ricostruire l’ispirazione di un artista resta un esercizio complesso, specie quando si tratta di un pittore dallo stile tanto personale come Van Gogh. Lo studio, però, mette sul tavolo un’indicazione chiara e verificabile nei suoi termini astronomici, cioè il cielo che si poteva osservare prima dell’alba di quel giorno d’estate.

L’incontro tra arte e scienza, in fondo, è ciò che rende questa notizia così curiosa. Da un lato c’è un dipinto che ha segnato la storia della pittura, dall’altro una disciplina che prova a leggere le stelle come se fossero tracce lasciate su una scena del passato. Secondo i ricercatori, il momento che avrebbe ispirato il celebre quadro coincide con il cielo che precedeva l’alba del 22 luglio 1889.

Fonte: TecnoAndroid

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