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Nettuno più ricco di ossigeno di Urano: l’indizio arriva da ALMA

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Nettuno e Urano vengono spesso raccontati come una coppia di pianeti quasi identici, due mondi lontani e freddi che condividono dimensioni simili e un aspetto che a prima vista li rende difficili da distinguere. Un nuovo studio però mette in luce una differenza sostanziale tra i due. Secondo le stime di un team internazionale di ricercatori, Nettuno conterrebbe più ossigeno di Urano nelle regioni profonde dell’atmosfera. Un dettaglio che a prima vista sembra tecnico ma che porta con sé un’idea importante, cioè che questi due giganti di ghiaccio potrebbero avere alle spalle storie evolutive diverse.

Fino a oggi la tendenza era quella di considerarli come due varianti dello stesso modello planetario. La ricerca suggerisce invece che sotto la superficie visibile qualcosa li separi in modo netto, e che questa distanza riguardi proprio la composizione chimica degli strati più interni del loro involucro gassoso.

Il ruolo del monossido di carbonio e del radiotelescopio ALMA

Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, non nasce da una sonda spedita sul posto ma da un’osservazione condotta dalla Terra. Gli studiosi si sono concentrati sul monossido di carbonio, una molecola composta da un atomo di carbonio e uno di ossigeno. Analizzarne la presenza nell’atmosfera dei due pianeti ha permesso di risalire, in modo indiretto, alla quantità di ossigeno nascosta più in basso.

Lo strumento usato per questa indagine è l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, conosciuto con la sigla ALMA. Si tratta di un sistema di antenne che osserva il cielo nelle lunghezze d’onda millimetriche e submillimetriche, ed è proprio grazie a queste osservazioni che il gruppo di ricerca è riuscito a misurare il monossido di carbonio su Nettuno e su Urano e a mettere a confronto i dati raccolti.

Il punto interessante sta nel metodo. Le zone profonde dell’atmosfera di questi pianeti non sono osservabili direttamente, e per capire cosa contengano serve un indizio che arrivi in superficie o comunque negli strati raggiungibili dagli strumenti. Il monossido di carbonio svolge esattamente questa funzione di tracciante, una sorta di messaggero chimico che lascia intuire cosa succede molto più giù.

Due giganti di ghiaccio con un passato diverso

Il risultato principale è chiaro. Le stime indicano che Nettuno è più ricco di ossigeno rispetto a Urano nelle regioni profonde dell’atmosfera. E una differenza di questo tipo non è un semplice dato da archiviare, perché la quantità di un elemento come l’ossigeno racconta qualcosa su come un pianeta si è formato e su come è cambiato nel tempo.

Se i due corpi celesti fossero davvero nati e cresciuti nello stesso modo, ci si aspetterebbe una composizione molto simile anche negli strati interni. Il fatto che non sia così spinge i ricercatori a ipotizzare storie evolutive distinte per i due giganti di ghiaccio, nonostante la somiglianza che li accomuna quando vengono osservati da lontano.

È proprio questa la ragione per cui la scoperta viene considerata rilevante per la comprensione di Urano e Nettuno. La differenza nascosta emersa dall’analisi del monossido di carbonio potrebbe infatti portare a rivedere il modo in cui viene ricostruita la loro storia, separando due percorsi che finora erano stati spesso immaginati come paralleli.

Lo studio, firmato da un gruppo internazionale e apparso su Astronomy & Astrophysics, si fonda interamente sui dati raccolti con ALMA e sulla misura del monossido di carbonio presente nell’atmosfera dei due pianeti, da cui è stata ricavata la stima di un maggiore contenuto di ossigeno su Nettuno rispetto a Urano.

Fonte: TecnoAndroid

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