Vai al contenuto
Offerte

El Niño rende il Pacifico più blu: perché è un brutto segnale

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Un El Niño particolarmente ostinato sta lasciando sull’oceano Pacifico un segno così marcato da essere visibile perfino dallo spazio. Il fenomeno climatico sta infatti modificando il colore dell’oceano, e questo cambiamento è abbastanza evidente da poter essere rilevato dall’orbita. A prima vista la notizia potrebbe sembrare quasi poetica, con distese d’acqua che diventano di un blu ancora più intenso. La realtà però è molto meno romantica di quanto suggerisca l’immagine di un mare limpido e profondo. Dietro quella tonalità si nasconde un fenomeno che preoccupa, perché racconta qualcosa di serio su ciò che sta accadendo sotto la superficie.

Quando il blu profondo non è una buona notizia

Nell’immaginario comune un mare color blu intenso è sinonimo di acqua pulita e sana. È l’idea che accompagna le cartoline estive e le fotografie delle spiagge più belle del mondo. Eppure in questo caso quella sfumatura così piena racconta una storia del tutto diversa. Il blu più scuro osservato nel Pacifico segnala una vera e propria moria di massa della vita che si basa sulla fotosintesi, cioè di quegli organismi che sfruttano la luce del sole per vivere e crescere.

In altre parole il cambio di colore non è un dettaglio estetico. È la traccia visibile di una perdita enorme, un indizio che arriva direttamente dalla superficie dell’acqua e che può essere osservato da molto lontano. Il fatto che sia percepibile addirittura dallo spazio dà un’idea abbastanza chiara della scala del fenomeno. Non si parla di un’area circoscritta o di un episodio locale, ma di qualcosa di così esteso da alterare l’aspetto dell’oceano visto dall’alto.

La tenacia di El Niño e gli effetti sulla vita marina

Il punto centrale della vicenda è proprio la persistenza di questo El Niño. Non si tratta di un episodio breve che passa senza lasciare traccia. La sua ostinazione è tale da aver prodotto un effetto che si riflette nelle tonalità stesse dell’acqua. Ed è qui che il quadro diventa più delicato, perché la durata del fenomeno sembra andare di pari passo con la gravità delle sue conseguenze sugli organismi marini.

La vita fotosintetica nell’oceano non è un elemento marginale. Questi organismi contribuiscono a dare all’acqua il suo aspetto e, quando vengono meno in quantità così massicce, il mare cambia letteralmente volto. Il blu più cupo è quindi il risultato di un’assenza, non di una presenza. Meno vita che sfrutta la luce del sole significa un oceano che appare più blu, e proprio per questo un colore che di solito associamo alla salute diventa invece un campanello d’allarme.

L’osservazione dall’orbita offre una prospettiva preziosa su quanto sta avvenendo. Il monitoraggio dallo spazio permette di cogliere cambiamenti che a livello del mare sarebbero difficili da percepire nella loro interezza. Una barca che attraversa quelle acque potrebbe non notare nulla di strano, mentre dall’alto il mutamento salta all’occhio. È proprio questa visione d’insieme a rendere evidente la portata della moria che sta colpendo il Pacifico.

Il messaggio che arriva da quelle acque è piuttosto netto. Un mare di un blu profondo, in questo contesto, non è il segno di un ecosistema in forma ma il riflesso di una perdita su vasta scala della vita che dipende dalla fotosintesi, provocata da un El Niño che non accenna a mollare la presa sull’oceano Pacifico.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
199 Condivisioni