Chi possiede una Nest Cam e si affida alla funzione Familiar Faces conosce fin troppo bene il problema: quel sistema che dovrebbe riconoscere i volti delle persone di casa e avvisare soltanto quando arriva un volto estraneo si è rivelato negli anni piuttosto inaffidabile. Confonde le persone, fa scattare allarmi quando non dovrebbe, genera falsi positivi a ripetizione. Adesso Google ha messo le cose in chiaro, ammettendo la falla e annunciando un piano per rimettere ordine grazie a un nuovo modello AI.
Perché Familiar Faces non ha mai funzionato davvero
Il nodo sta tutto nella tecnologia che c’è sotto. Familiar Faces poggia su un modello di riconoscimento facciale ormai datato, addestrato su una quantità limitata di dati e poco preciso quando le condizioni non sono ideali. Basta una luce fioca o un’angolazione un po’ fuori dal comune e il sistema va in confusione. Google lo ha riconosciuto apertamente e ha confermato di stare lavorando a un nuovo modello AI per il riconoscimento dei volti, più accurato e capace di gestire meglio le variazioni di luce, le inquadrature diverse e perfino i cambiamenti fisici delle persone nel corso del tempo.
C’è però un dettaglio che farà storcere il naso a chi ha già speso ore davanti all’app. La transizione non sarà immediata e il nuovo sistema avrà bisogno di un periodo di ri-apprendimento per ciascun utente. Tradotto: chi ha già istruito Familiar Faces caricando decine di foto dovrà con ogni probabilità ricominciare da capo, o quantomeno mettere in conto una fase di rodaggio prima che tutto torni a girare come si deve.
Il nodo dell’abbonamento e le tempistiche ancora nebulose
A questo si aggiunge un secondo problema, di natura più strutturale, che Google stessa ha ammesso. La funzione è riservata agli abbonati a Nest Aware, ovvero il piano a pagamento, e da tempo gli utenti lamentano che un riconoscimento così ballerino non giustifica affatto il costo dell’abbonamento. Non è ancora chiaro se il nuovo modello arriverà come aggiornamento silenzioso, senza che nessuno debba muovere un dito, oppure se servirà un intervento manuale da parte di chi usa la Nest Cam.
Sulle tempistiche, poi, regna l’incertezza. Una data precisa per il rilascio non esiste: Google si limita a parlare di miglioramenti in arrivo, senza sbilanciarsi più di tanto. E qui un po’ di prudenza è comprensibile, visto che la funzione trascina questi difetti da anni. Stavolta, almeno, c’è un’ammissione ufficiale del problema e un percorso tecnico dichiarato, non le solite formule vaghe sui “miglioramenti continui”.
Per chi ha una telecamera Nest e ha ormai smesso di fidarsi di Familiar Faces, il suggerimento è semplice: meglio aspettare prima di buttare altro tempo nell’addestramento del sistema. Quando arriverà il nuovo modello potrebbe convenire ripartire da zero, evitando così di lavorare a vuoto su qualcosa che presto verrà sostituito.