Un team della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago ha sviluppato un filtro basato su nanofibre capace di catturare CO₂ direttamente dai flussi d’aria che attraversano gli impianti HVAC degli edifici. L’idea nasce dalla volontà di utilizzare infrastrutture già esistenti senza installare apparecchiature ingombranti. Il filtro sostituisce quelli tradizionali e aggiunge una funzione fondamentale. Ovvero quella di trattenere anidride carbonica mentre l’aria viene ricircolata.
Il materiale è composto da nanofibre di carbonio combinate con poli(etilenimina), struttura che permette l’inserimento nei telai standard senza modificare la ventilazione. Ridurre la CO₂ negli ambienti interni porta anche un vantaggio pratico. Se l’aria è più pulita, il sistema introduce meno aria esterna, diminuendo il fabbisogno di riscaldamento o raffrescamento. Secondo uno studio citato dai ricercatori, questa tecnologia può ridurre i consumi energetici di oltre il 20% in case e uffici. Il gruppo stima che, se adottato globalmente, il sistema potrebbe eliminare centinaia di milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno, un risultato fondamentale.
Nanofibre rigenerabili grazie al sole: una cattura della CO₂ semplice e distribuita
Una delle caratteristiche più interessanti di questa tecnologia a nanofibre è la rigenerazione. A differenza dei filtri tradizionali, destinati alla discarica dopo pochi mesi, questo materiale può essere “svuotato” e riutilizzato. Il processo avviene grazie all’energia solare. La struttura infatti assorbe la radiazione e libera la CO₂ accumulata raggiungendo la temperatura necessaria. Il ricercatore Dan Hsu paragona questa evoluzione a quella del fotovoltaico, passato da grandi impianti centralizzati a un modello diffuso sui tetti. Allo stesso modo, la cattura della CO₂ potrebbe diventare una funzione distribuita in ogni edificio.
I filtri saturi potrebbero essere raccolti come i normali rifiuti e portati in centri dove la CO₂ viene concentrata per essere immagazzinata o trasformata in composti utili. Oltre al contributo ambientale, la riduzione della CO₂ negli ambienti interni migliora la qualità dell’aria e la capacità di concentrazione, con benefici in scuole, uffici e aule universitarie. Le analisi effettuate dai ricercatori indicano che le nanofibre mantengono un’efficienza superiore al 90% considerando l’intero ciclo di vita del materiale. Insomma, la pubblicazione su Science Advances evidenzia un percorso nuovo per contrastare il cambiamento climatico. Usare ciò che già esiste, rendendo i sistemi di ventilazione strumenti attivi nella riduzione delle emissioni.