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Muse Gadgets: Meta porta Muse su ESP32 e Raspberry Pi 5

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Meta ha annunciato Muse Gadgets, un progetto che punta a far uscire Muse dai confini dei prodotti ufficiali per portarlo direttamente sull’hardware degli utenti. Al centro dell’iniziativa ci sono due elementi precisi: un firmware open source dedicato al microchip ESP32 e un SDK per Linux, pensati proprio per consentire a chiunque di integrare Muse sui propri dispositivi. Tra gli esempi citati dall’azienda compare anche Raspberry Pi 5, una delle schede più conosciute da chi ama costruire e sperimentare in proprio.

Il senso dell’operazione si capisce già dal nome. Con Muse Gadgets non si parla di un nuovo oggetto da mettere sullo scaffale ma di una serie di strumenti che spostano l’attenzione dal prodotto finito alla libertà di chi sviluppa. Muse diventa così qualcosa da portare dove serve, sui dispositivi che gli utenti hanno già in casa o che decidono di assemblare da zero.

Firmware open source per ESP32 e SDK per Linux

La parte più interessante dell’annuncio riguarda la scelta dei due canali. Da una parte c’è il firmware per il microchip ESP32, distribuito in formato open source. Il codice è quindi aperto e consultabile, e questo è un dettaglio che conta parecchio per chi vuole capire come funzionano le cose prima di metterci mano. Il fatto che Meta abbia scelto proprio questa formula per il firmware dice molto sull’approccio dell’intero progetto.

Dall’altra parte c’è il kit di sviluppo per Linux, cioè l’SDK, che apre la strada a un’altra categoria di dispositivi. Qui l’esempio portato dall’azienda è appunto Raspberry Pi 5, una scheda che gira su Linux e che da anni rappresenta un punto di riferimento per hobbisti, maker e sviluppatori. Due strade diverse quindi, una pensata per il microcontrollore e l’altra per i sistemi basati su Linux, ma con lo stesso obiettivo dichiarato di portare Muse sull’hardware scelto dagli utenti.

Muse sull’hardware degli utenti

Il punto chiave di Muse Gadgets sta proprio in questa idea di portabilità. Invece di legare Muse a un dispositivo specifico progettato in casa, Meta mette a disposizione gli strumenti necessari perché siano gli utenti stessi a decidere dove farlo girare. È un cambio di prospettiva abbastanza netto, perché affida una parte del lavoro a chi possiede l’hardware e ha voglia di sperimentare.

La combinazione tra il firmware open source per ESP32 e l’SDK per Linux copre due mondi che spesso convivono nei progetti fai da te. Da un lato i piccoli chip, dall’altro schede più complete come Raspberry Pi 5. Proprio quest’ultima è stata indicata come esempio concreto dei dispositivi su cui Muse può arrivare grazie al pacchetto annunciato.

Per chi lavora con questo tipo di componenti, l’annuncio rappresenta quindi una possibilità in più per integrare Muse nei propri progetti. Il firmware per il microchip ESP32 è aperto, il kit di sviluppo per Linux è pensato per sistemi come Raspberry Pi 5 e l’intera iniziativa porta il nome di Muse Gadgets, con l’obiettivo esplicito di permettere agli utenti di portare Muse sul proprio hardware.

Fonte: TecnoAndroid

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