Sul supporto software di Motorola Edge 70 Max per giorni è rimasto un punto interrogativo bello grosso, cosa piuttosto strana per uno smartphone che ambisce a giocare nella fascia alta e che, diciamocelo, non costa esattamente due spiccioli. Alla presentazione lo abbiamo visto e sembra avere tutte le carte in regola per diventare il modello di punta tra i telefoni con form factor tradizionale della Casa Alata quest’anno. Peccato che su un dettaglio non secondario, ovvero gli aggiornamenti garantiti, le informazioni fossero confuse.
Il quadro tecnico è di quelli che convincono, con caratteristiche di alto profilo su tutta la linea. Il problema è che la questione degli aggiornamenti non dichiarati stonava parecchio con il posizionamento del dispositivo. Subito dopo l’evento erano spuntate due versioni diverse, e neanche di poco conto. Da un lato si leggeva fino a 3 aggiornamenti del sistema operativo Android e 5 anni di aggiornamenti di sicurezza, dall’altro invece fino a 2 aggiornamenti Android e 3 anni di patch di sicurezza. Una bella differenza, insomma, per chi mette sul tavolo una cifra importante e vuole capire per quanto tempo il telefono resterà al passo.
La risposta ufficiale di Motorola sugli aggiornamenti
A mettere ordine ci ha pensato direttamente l’azienda, che ha voluto chiarire nero su bianco la propria politica di supporto per Edge 70 Max. Le parole usate sono state piuttosto precise, almeno rispetto al caos precedente. La conferma è che il dispositivo arriva con fino a 3 aggiornamenti del sistema operativo e fino a 5 anni di SMR, sigla che sta per Supporto per la Manutenzione e la Riparazione, ovvero le classiche patch di sicurezza Android.
Nel comunicato Lenovo e Motorola Mobility hanno ribadito l’intenzione di rispettare i principi fissati dal regolamento Lot X, quello che regola l’impatto ambientale degli smartphone. L’impegno dichiarato è continuare a fornire aggiornamenti di sicurezza, correttivi e funzionali per telefoni e tablet, così da garantire longevità e buon funzionamento dei prodotti nel tempo. L’azienda ha anche fatto sapere che sta lavorando per spingersi oltre, con politiche di riparazione e di aggiornamento del sistema operativo più rigorose rispetto a quelle attuali.
Un dubbio in meno, ma la formula resta furba
Sul giallo che si era creato ora c’è finalmente una risposta chiara, anche se quel fino a continua a lasciare qualche ombra. È una formula che tecnicamente non promette nulla in modo assoluto, e su un prodotto con un certo posizionamento sarebbe lecito aspettarsi indicazioni più nette, senza margini di interpretazione. La differenza tra un impegno secco e un cauto fino a la conosce bene chiunque abbia comprato un telefono contando su un certo numero di anni di supporto.