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I robot umanoidi stanno per entrare in una nuova fase produttiva grazie a una mossa di Mitsubishi Motors, che ha scelto di trasformare una linea di produzione ormai ferma in un impianto dedicato alla costruzione di macchine dalle sembianze umane. Una decisione che dice parecchio su dove sta andando l’intera industria, perché non capita spesso di vedere un’azienda automobilistica reinventare così i propri spazi.
Il punto di partenza è concreto. Con l’avanzare dell’elettrificazione delle auto, molte linee pensate per assemblare motori termici rischiavano di restare inutilizzate. A quel punto la scelta era secca. Smantellare tutto oppure trovare un nuovo scopo. Mitsubishi ha optato per la seconda strada, riconvertendo gli impianti verso un mercato che invece cresce a ritmo sostenuto, quello della robotica industriale alimentata dall’intelligenza artificiale.
Produzione dal 2027 a Kyoto, fino a 1.000 unità al mese
I dettagli tecnici raccontano di una collaborazione precisa. I robot umanoidi verranno sviluppati insieme a Highlanders, startup giapponese nata come spin off dell’Università di Tokyo. Un abbinamento interessante, quello tra un colosso dell’auto e una realtà giovane che porta con sé competenze fresche e un approccio più agile alla tecnologia.
La produzione partirà all’inizio del 2027 nello stabilimento di Kyoto. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una capacità di circa 1.000 unità al mese, un numero che dà l’idea di quanto Mitsubishi creda in questo settore. Non un esperimento di nicchia, insomma, ma un investimento pensato per reggere volumi seri.
Dietro questa operazione c’è una logica industriale piuttosto lineare. Gli spazi già esistono, le competenze meccaniche pure, e riconvertire risulta spesso più sensato che buttare via infrastrutture ancora valide. L’intelligenza artificiale fa il resto, trasformando quelle che erano catene di montaggio per motori in ambienti capaci di sfornare macchine sempre più sofisticate.
Resta il fatto che la scelta di Kyoto segna un passaggio importante per il futuro della fabbrica. Le linee dedicate ai motori termici, un tempo cuore pulsante della produzione automobilistica, iniziano a lasciare spazio a qualcosa di diverso. E la robotica umanoide, fino a poco tempo fa territorio quasi sperimentale, comincia a guadagnare una dimensione industriale vera e propria, con numeri e tempistiche precise.
L’avvio fissato per il 2027 e il target delle 1.000 unità mensili raccontano di un piano già ben delineato, non di una semplice suggestione. Mitsubishi Motors punta a inserirsi in un comparto dove la domanda è destinata a crescere, sfruttando quello che aveva già a disposizione senza dover ripartire da zero.










