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Minimal Phone 2 si mostra su Kickstarter: addio all’inchiostro elettronico

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Con l’apertura della campagna Kickstarter, Minimal Phone 2 smette di essere un teaser e diventa un progetto con specifiche precise, arrivando a pochi giorni dalla prima anticipazione ufficiale di Minimal Company. E il quadro che ne esce è quello di un dispositivo molto diverso dal primo Minimal Phone, non tanto nella filosofia quanto negli strumenti scelti per portarla avanti. Il salto in avanti, insomma, c’è e si vede.

La prima generazione aveva costruito la propria identità su un display a inchiostro elettronico, una scelta tutt’altro che casuale. Quel pannello lento, poco brillante e volutamente scomodo per i contenuti multimediali serviva a un obiettivo dichiarato, cioè scoraggiare l’uso compulsivo di app e social network. Uno smartphone smart, ma non troppo, per usare le parole più semplici possibili. Chi lo comprava sapeva che stava rinunciando a qualcosa in cambio di un rapporto meno ossessivo con lo schermo.

Dal display a inchiostro elettronico all’OLED

Il cambio di rotta di Minimal Phone 2 riguarda esattamente questo punto. Al posto dell’inchiostro elettronico arriva un pannello OLED da 3,92 pollici con risoluzione 1.240 x 1.080 pixel e refresh rate a 90 Hz, quindi un display a tutti gli effetti moderno, capace di gestire video, foto e qualsiasi altro contenuto senza le limitazioni tecniche del predecessore. Il formato quasi quadrato resta un tratto distintivo, perché lo schermo si trova sopra la tastiera QWERTY fisica, elemento che continua a definire l’estetica e l’ergonomia del progetto.

Non si tratta di un abbandono dell’idea originale, quanto di uno spostamento del baricentro. Il minimalismo, in questa seconda generazione, viene affidato al software più che all’hardware, con una serie di funzionalità dedicate pensate per mantenere lo spirito del primo modello. In pratica il dispositivo non impone più restrizioni fisiche all’utente, ma gli mette a disposizione strumenti per regolare da sé quanto tempo passare sullo schermo. Una scommessa diversa, che punta sulla scelta consapevole invece che sull’ostacolo tecnico.

Il cuore del progetto e la formula Kickstarter

Sul fronte delle prestazioni, Minimal Phone 2 si affida a un chip MediaTek, soluzione che segna un altro elemento di distacco rispetto all’impostazione della prima generazione, dove la potenza bruta non era certo la priorità. Qui invece serve un processore in grado di sostenere un pannello OLED a 90 Hz e la fruizione di contenuti multimediali senza incertezze, quindi la componentistica cambia di conseguenza.

Resta poi la questione del formato commerciale. Anche in questo caso Minimal Company ha scelto Kickstarter, la piattaforma di finanziamento collettivo che aveva già accompagnato il debutto del primo modello, con la campagna avviata subito dopo la fase di annuncio. È una strada che permette a un produttore piccolo di testare l’interesse reale prima di impegnarsi nella produzione su larga scala, e che nel caso di un prodotto così di nicchia ha una sua logica evidente. Perché di nicchia si parla, senza girarci intorno, dato che la combinazione tra tastiera fisica e display compatto non è esattamente quello che il mercato di massa cerca oggi.

Chi seguiva il progetto dall’inizio si trova quindi davanti a un bivio interessante. Il primo Minimal Phone era un dispositivo che chiedeva sacrifici concreti, dal contrasto in bianco e nero alla lentezza degli aggiornamenti dello schermo, e proprio per questo aveva conquistato una fetta di appassionati convinti. Il secondo capitolo prova ad allargare il pubblico, offrendo un’esperienza più vicina a quella di un telefono tradizionale ma conservando il tratto che lo rende immediatamente riconoscibile, cioè quella tastiera QWERTY sotto lo schermo che ormai pochissimi produttori propongono.

La campagna appena partita svelerà nelle prossime settimane quanto quel pubblico sia disposto a seguire Minimal Company su questa nuova strada, con un prodotto che di fatto reinterpreta il concetto di minimalismo digitale spostandolo dal vincolo alla gestione.

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