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Chi aveva comprato Aliens: Fireteam Elite nella sua versione cloud per Nintendo Switch si è ritrovato, dal 5 agosto 2026, con un gioco che semplicemente non si avvia più. Cold Iron Studios ha spento i server che tenevano in vita quella edizione, come annunciato già a marzo, e non ha previsto nessun rimborso per chi aveva pagato. Il titolo, uno sparatutto cooperativo in terza persona del 2021 ambientato nell’universo dei film di Alien, veniva venduto a circa 28 euro nella versione base e a circa 55 euro nell’edizione Ultimate con contenuti aggiuntivi.
Il messaggio arrivato ai giocatori era un pop up dentro al gioco stesso, formulato con toni cortesi che stridono un po’ col contenuto. Ringraziamenti per il supporto, indicazione della data limite fissata alle 23:59 del 5 agosto 2026 nel fuso orario giapponese, scuse per il disagio e l’invito a continuare a divertirsi con gli altri titoli della casa. Nessun accenno a compensazioni economiche.
Aliens: Fireteam Elite, nessun rimborso, ma uno sconto sulla versione per Switch 2
L’unica forma di ristoro messa sul tavolo da Cold Iron Studios è uno sconto per acquistare la versione del gioco destinata a Nintendo Switch 2. Che tradotto in termini pratici significa mettere di nuovo mano al portafoglio per un prodotto già pagato una volta. Chi non ha intenzione di farlo resta fuori da tutto, perché con la delistazione il gioco non è più accessibile né online con altri giocatori né in solitaria offline. Non esiste una modalità di riserva, non esiste un download da conservare.
La tempistica difficilmente passa inosservata. Lo spegnimento dei server arriva poche settimane prima dell’uscita di Aliens: Fireteam Elite 2, fissata per il 25 agosto. Chiudere la versione Switch del primo capitolo potrebbe spingere una parte del pubblico verso il seguito, e la coincidenza appare abbastanza evidente.
I numeri di vendita del titolo su Switch non sono mai stati resi pubblici. Va detto che il gioco esiste anche in copia fisica e in digitale su PlayStation 5 e PlayStation 4, oltre che in download su Xbox One e Xbox Series X e S. Quelle alternative hanno probabilmente scoraggiato molti dal giocarci su Switch, dove l’unica strada era il cloud gaming. Non è difficile immaginare che lo studio abbia fatto due conti e concluso che la chiusura dei server toccava un numero contenuto di persone, con un pubblico troppo piccolo per giustificare i costi di mantenimento dell’infrastruttura.
La questione della proprietà nei giochi digitali
Casi di questo tipo si sono ripetuti negli anni su piattaforme diverse, e il meccanismo di fondo è sempre lo stesso. Comprare una copia digitale non significa possedere il gioco, significa ottenere una licenza per giocarci. Una licenza che può essere revocata, per esempio se il negozio dove è avvenuto l’acquisto perde i diritti di distribuzione di quel titolo. Succede raramente, ma succede, e anche i download già scaricati non sono immuni in linea di principio.
È proprio questo nervo scoperto che ha generato malumore intorno a un’altra decisione recente, quella che prevede la fine della produzione di dischi fisici per i giochi PlayStation a partire da gennaio 2028. Meno supporti fisici in circolazione significa librerie sempre più dipendenti dai server e dalle politiche di chi li gestisce, con giochi che diventano più difficili da recuperare nel tempo.
Le chiusure di titoli già acquistati hanno anche prodotto tentativi di rivalsa legale, finiti però senza successo. Quelle cause hanno comunque avuto il merito di accendere un riflettore sull’assenza di una vera proprietà negli acquisti digitali. Un tema che torna puntualmente ogni volta che un server viene spento e migliaia di giocatori si accorgono che il gioco per cui hanno pagato non c’è più. Nel caso di Aliens: Fireteam Elite su Switch, la scadenza è passata e la porta si è chiusa senza rimborsi.










