Comprare una cabriolet a un prezzo ragionevole nel 2026 è diventata un’impresa quasi impossibile. Il mercato delle scoperte economiche si è praticamente svuotato, travolto dall’ondata dei crossover e dei tetti panoramici in vetro. Eppure, la Mini Convertible resiste ancora in listino, insieme alla Mazda MX-5, come una delle pochissime decappottabili acquistabili con meno di 35.000 euro circa. Per celebrare questa ostinata sopravvivenza, che cosa c’è di meglio di una scorribanda su un lago ghiacciato in Svezia, con il tetto abbassato e il termometro inchiodato a meno 16 gradi?
Il segmento delle cabriolet economiche ha vissuto il suo boom tra gli anni Novanta e i primi Duemila, con una valanga di piccole scoperte derivate da utilitarie, spesso dotate di tetto rigido ripiegabile in stile SLK. Non erano perfette, la rigidità del telaio lasciava spesso a desiderare, ma col senno di poi meritavano più affetto di quanto ne abbiano ricevuto. Poi è arrivato il cosiddetto “effetto Juke”, che ha sollevato da terra milioni di automobilisti spingendoli verso i crossover, e quel segmento è praticamente scomparso. Due marchi, però, non hanno ceduto. La Mazda MX-5, in vendita ininterrottamente da quattro generazioni fin dalla fine degli anni Ottanta, resta un punto fermo a circa 33.000 euro per la versione d’accesso con il 1.5 da 130 cavalli. E poi c’è Mini, che propone la sua decappottabile con capote in tela dal 2004, arrivata anch’essa alla quarta generazione. La Cooper C parte da circa 33.500 euro con il suo 2.0 turbo da 161 cavalli, sedili posteriori e un bagagliaio più generoso rispetto alla piccola Mazda, anche se il layout a trazione anteriore e il solo cambio automatico non le permettono di competere davvero con la MX-5 sul piano del piacere di guida puro.
Mini Cooper S Convertible: guida tra ghiaccio e alci
La protagonista di questa avventura è la Mini Cooper S Convertible, che aggiunge circa 3.500 euro al prezzo della Cooper C e porta la potenza a 201 cavalli. Niente leva del cambio manuale, nemmeno palette dietro al volante (almeno non di serie), ma con pneumatici chiodati Nokian Hakkapeliitta montati al posto delle gomme standard e un lago ghiacciato svedese come palcoscenico, la noia non è esattamente un rischio. Il viaggio parte da Trondheim, in Norvegia, con due ore di guida verso est fino ad Åre, cittadina svedese famosa per sci, mountain bike e sessioni di guida sul ghiaccio. La strada è apparentemente semplice: si esce dall’aeroporto, si attraversa discretamente il confine e si resta sulla E14. Il paesaggio è congelato e cristallino, la Cooper S procede sicura sugli chiodi fino a quando un alce sbuca dal nulla e costringe a una frenata d’emergenza con sterzata. Un “test dell’alce” in versione assolutamente reale, superato brillantemente grazie alla tenacia degli pneumatici chiodati e all’equilibrio naturale del telaio Mini.
Anche senza il tetto fisso in metallo e con gomme chiodate, l’agilità che ha sempre reso speciali le Mini non si è persa. Lo sterzo è reattivo, il retrotreno segue con entusiasmo. Le versioni Cooper S e JCW Convertible beneficiano di rinforzi strutturali aggiuntivi, e il risultato è sorprendentemente vicino alla Cooper S con carrozzeria chiusa. La posizione di guida bassa, in stile BMW, guadagna ancora più fascino senza i montanti B e con una visibilità più ampia. L’unico vero neo resta il cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, privo di controllo manuale diretto. Però la mappatura del cambio è convincente, e la modalità di guida Go Kart permette di personalizzare la risposta di acceleratore, sterzo e controllo di stabilità per ottenere cambi marcia più decisi e uno sterzo più pulito.
Sul lago ghiacciato e la produzione tutta britannica
La Mini Convertible di quarta generazione è tornata a essere un prodotto interamente britannico. La produzione è rientrata nello stabilimento di Oxford dopo un decennio di assenza, il quattro cilindri B48 viene assemblato a Hams Hall, Birmingham, e i pannelli della carrozzeria arrivano dal BMW Group Plant Swindon. Sul lago ghiacciato di Åresjön, con il DSC disattivato, la Cooper S rivela tutta la sua anima giocosa. Partire da fermo senza controlli elettronici ricorda la sensazione di una Cooper S su asfalto leggermente bagnato, e provocare il sovrasterzo in rilascio che da sempre caratterizza le Mini è quasi troppo facile. Il controsterzo raccoglie la sbandata in un istante, oppure si può mantenere la deriva col gas con sorprendente naturalezza.
Questa Mini Convertible di quarta generazione è in realtà un aggiornamento profondo della terza, un po’ come fece la Volkswagen Golf Cabriolet alla fine degli anni Novanta. I fari posteriori tradiscono l’origine del modello precedente. Ma la domanda che conta è un’altra: non è forse meglio avere due cabriolet evolute con dolcezza piuttosto che nessuna? Il prezzo di listino parte da circa 37.000 euro (circa 39.000 euro nell’allestimento in prova), con un peso a vuoto di 1.455 kg, uno 0 a 100 km/h in 6,9 secondi e un consumo dichiarato di circa 5,5 litri per 100 km con emissioni di 149 g/km di CO2.