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Nuova analisi sui minerali critici
Uno degli aspetti più evidenziati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia riguarda la forte concentrazione della produzione di materiali fondamentali. Come, ad esempio, litio, nichel, cobalto e grafite in un solo Paese, ovvero la Cina. Tale dato solleva preoccupazioni sulla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali. In un sistema così centralizzato, anche una singola interruzione commerciale o tecnica può generare effetti a catena. Coinvolgendo l’intero mercato internazionale.
Il rame, altro minerale strategico, gioca un ruolo imprescindibile nelle reti elettriche. E non solo. Anche nelle energie rinnovabili e nei veicoli elettrici. Eppure, i progetti minerari attualmente pianificati non sono sufficienti a soddisfare la domanda prevista entro il 2035. Le difficoltà si concentrano soprattutto nei tempi lunghi necessari per ottenere le autorizzazioni. Ed anche nella qualità sempre più bassa dei nuovi giacimenti. A cui si unisce la scarsa attrattività degli investimenti nel settore. Secondo lo scenario delineato dall’IEA basato sulle politiche attuali, la domanda di rame potrebbe superare i 36 milioni di tonnellate. Ciò entro il 2035. Mentre l’offerta si fermerebbe a circa 30 milioni.
Al momento, la ricerca sta portando avanti soluzioni alternative, come le batterie al litio-ferro-fosfato. Eppure, la dipendenza dalla Cina per le materie prime strategiche rimane importante. Per far fronte a tali scenari, l’Agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea l’importanza di adottare politiche pubbliche attive e coordinate. Ciò al fine di incentivare nuovi progetti estrattivi in aree geografiche diverse. Rafforzando così anche la cooperazione tra i Paesi produttori e quelli raffinatori.
Fonte: TecnoAndroid








