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1666: Amsterdam, fino a 20 build al giorno: il metodo Désilets

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Tra quindici e venti versioni nuove ogni singolo giorno. È questo il ritmo con cui procede lo sviluppo di 1666: Amsterdam, l’action game a tinte stregonesche firmato da Patrice Désilets, il creatore di Assassin’s Creed. A qualche mese dal debutto in accesso anticipato, il direttore creativo ha raccontato come lavora il team per arrivare alla versione completa, e il quadro che ne esce è quello di una squadra che preferisce muoversi in fretta piuttosto che inseguire la perfezione a ogni passo.

Il gioco è approdato su Steam Early Access ad agosto, al termine di una gestazione che definire travagliata è quasi un complimento. L’idea risale addirittura al 2011, mentre i lavori veri e propri sono partiti nel 2013 sotto THQ. Poi è arrivata Ubisoft, che ha acquistato lo studio, licenziato Désilets e messo le mani anche sui diritti del progetto. Solo dopo una lunga vicenda legale l’autore è riuscito a riprendersi il titolo, che rappresenta il suo secondo lavoro da quando ha lasciato Ubisoft nel 2010.

Il metodo di Panache e la lezione sull’intelligenza artificiale

In una recente intervista Désilets ha spiegato senza troppi giri di parole la filosofia che guida lo studio. “Facciamo tra le 15 e le 20 build al giorno”, ha detto, aggiungendo che “da Panache il processo è iterativo. Il progresso conta più della perfezione”. Tradotto in termini semplici, il team sforna continuamente versioni aggiornate del gioco per testare modifiche, correggere problemi e andare avanti senza bloccarsi sui dettagli. Un approccio che si sposa bene con la formula dell’accesso anticipato, dove il pubblico gioca mentre il prodotto prende forma.

Non è stato però tutto liscio negli ultimi mesi. Il titolo è finito al centro delle polemiche quando nella demo sono stati scoperti alcuni contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Gli sviluppatori si sono scusati rapidamente e si sono impegnati a eliminare tutto il materiale di quel tipo prima dell’uscita. Lo stesso Désilets aveva chiarito che la tecnologia era stata impiegata “in fase di ideazione e preproduzione”, promettendo che la squadra “non userà più alcuna IA”. Una presa di posizione netta, arrivata dopo che la questione aveva sollevato parecchio malumore tra i giocatori.

Quanto manca alla versione completa di 1666: Amsterdam

Una data precisa per il lancio definitivo ancora non c’è. Qualche indicazione però arriva dalla pagina Steam del gioco, dove gli autori fanno sapere di prevedere che il percorso per portare 1666: Amsterdam a compimento richiederà circa un anno, con diversi aggiornamenti importanti pubblicati a intervalli regolari per aggiungere nuovi contenuti. L’idea, insomma, è quella di far crescere il gioco poco alla volta, mantenendo un dialogo costante con chi lo sta già provando.

E i primi segnali vanno in questa direzione. Nel primo mese abbondante di disponibilità gli sviluppatori hanno già rilasciato due update corposi, e il secondo da solo conteneva oltre 200 correzioni. Numeri che confermano quanto la macchina delle build quotidiane descritta da Désilets stia girando a pieno regime. Quanto al gioco in sé, si tratta di un’avventura d’azione a sfondo esoterico in cui il protagonista può saltare da un corpo all’altro. Pur portando la firma del papà di Assassin’s Creed, il titolo ha in realtà molto più in comune con Hitman che con la celebre saga di Ubisoft.

Fonte: TecnoAndroid

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