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Canva Craft è ufficiale ed è il primo modello proprietario che Canva ha sviluppato per la generazione delle immagini. Il punto di forza sta in un aspetto che negli ultimi tempi è diventato sempre più importante per chi lavora con la grafica, cioè la possibilità di ottenere immagini modificabili anche dopo che il sistema ha completato il proprio lavoro. Con questa mossa l’azienda non si limita ad aggiungere una funzione in più alla sua piattaforma ma sceglie di entrare in un terreno molto affollato, dove si muovono già nomi pesanti del settore tecnologico.
Per capire la portata della novità conviene fare un passo indietro. Fino a poco tempo fa l’intelligenza artificiale generativa applicata alle immagini ruotava quasi tutta attorno a un meccanismo piuttosto semplice. Si scriveva una descrizione e il sistema restituiva un risultato finito. Funzionava, certo, ma lasciava pochi margini di intervento a chi aveva in mente qualcosa di preciso. Oggi l’attenzione si è spostata anche su quello che succede dopo, ovvero sulla capacità di ritoccare e correggere quanto prodotto senza dover ripartire ogni volta da zero.
Perché le immagini modificabili contano per i creativi
Si tratta di un miglioramento che interessa da vicino creativi e content creator. Chi realizza contenuti per lavoro ha bisogno di generazioni accurate e adatte all’uso che ne farà, che sia un post per i social, una locandina o un elemento grafico da inserire in un progetto più ampio. Un’immagine bella ma impossibile da adattare rischia di restare inutilizzata, mentre poter intervenire sui singoli dettagli cambia parecchio il modo di lavorare.
Su questo fronte si sono già mosse realtà come Google e OpenAI, che hanno iniziato a offrire strumenti capaci di andare oltre la semplice conversione da testo a immagine. Canva ha deciso di seguire la stessa direzione e di proporre qualcosa in più ai propri utenti. Con il debutto di Canva Craft l’azienda si mette in competizione diretta con le tecnologie di OpenAI, Google, ByteDance e Meta, quattro colossi che da tempo investono in modo massiccio nei modelli generativi.
Come funziona Canva Craft e cosa lo distingue
La vera particolarità del nuovo modello riguarda il processo in due fasi con cui affronta ogni richiesta. Molti sistemi producono direttamente un’immagine a partire dalla descrizione fornita, passando dal testo al risultato finale in un unico passaggio. Canva Craft invece segue un percorso più articolato, che separa il momento della pianificazione da quello della creazione vera e propria.
Nella prima fase il modello interpreta quanto richiesto e organizza la composizione. In pratica decide dove collocare i vari oggetti all’interno della scena, quali dimensioni assegnare a ciascuno di essi e come distribuire testi ed elementi grafici nello spazio disponibile. È un lavoro di impaginazione che ricorda da vicino quello che farebbe un grafico prima di mettersi a disegnare, quando stabilisce la struttura generale e gli equilibri tra le diverse parti.
Solo dopo aver definito questa sorta di schema Canva Craft passa alla seconda fase e genera l’immagine. Proprio questa separazione tra organizzazione degli spazi e realizzazione grafica è ciò che permette al sistema di distinguersi dalle soluzioni che lavorano in un colpo solo, con un approccio pensato per offrire risultati più ordinati e, soprattutto, più facili da modificare in un secondo momento. Canva Craft rappresenta così il primo modello proprietario dell’azienda dedicato alla generazione delle immagini, sviluppato internamente per affiancarsi agli strumenti già presenti sulla piattaforma.
Fonte: TecnoAndroid


