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I conti di Microsoft raccontano ormai una storia che ruota quasi tutta attorno al cloud. Nel primo trimestre fiscale 2027 il colosso del software ha chiuso con ricavi pari a 92,3 miliardi, in aumento del 19%. Un risultato robusto che però nasconde due anime molto diverse all’interno della stessa azienda.
Da una parte c’è Azure, la piattaforma di servizi cloud della casa, che corre con una crescita del 48%. Dall’altra ci sono i marchi più conosciuti dal grande pubblico, quelli che da anni finiscono sulle scrivanie e nei salotti di milioni di persone, che invece arrancano. È proprio questo contrasto a rendere interessante la trimestrale, ben più del dato complessivo sul fatturato.
Il quadro che emerge è quello di un’azienda il cui baricentro si è spostato in modo netto. Windows, Surface e Xbox messi insieme valgono soltanto il 17% del giro d’affari totale. Una quota che fa riflettere se si pensa a quanto questi nomi siano legati all’immagine stessa di Microsoft agli occhi dei consumatori.
Azure traina i conti di Microsoft
Basta mettere uno accanto all’altro i due numeri principali per capire dove stia andando il gruppo. I ricavi complessivi salgono del 19%, mentre Azure segna un balzo del 48%, cioè un ritmo di oltre due volte e mezzo superiore a quello dell’intera società. Non si tratta di una piccola divisione che cresce in fretta partendo da numeri modesti ma del motore che regge la corsa dell’intero bilancio.
La distanza tra le due velocità dice molto anche sul modo in cui il mercato guarda a Microsoft. Il valore dell’azienda dipende sempre meno dalle licenze vendute ai singoli utenti o dall’hardware e sempre più dai servizi offerti alle imprese attraverso il cloud, cioè quell’insieme di potenza di calcolo, spazio di archiviazione e software fruibile a distanza che le organizzazioni utilizzano senza dover gestire tutto in casa propria.
Il 48% messo a segno da Azure nel trimestre fiscale 2027 è quindi la cifra che più di ogni altra spiega quel titolo da 92,3 miliardi. Va ricordato che un anno fiscale non coincide necessariamente con quello solare, ed è per questo che il periodo di riferimento porta già l’indicazione del 2027.
Windows, Surface e Xbox sempre più ai margini
Se il cloud vola, la parte più tradizionale del business mostra il fiato corto. Windows, il sistema operativo che per decenni ha rappresentato il cuore dell’azienda, i dispositivi Surface e il mondo videoludico di Xbox non riescono a tenere il passo. Il segnale più evidente è proprio il loro peso specifico sul totale delle entrate, ridotto ormai a una fetta minoritaria.
Fare due conti aiuta a dare la giusta dimensione al fenomeno. Se questi tre marchi rappresentano il 17% del fatturato, significa che il restante 83% arriva da tutto il resto delle attività di Microsoft, dove il cloud gioca il ruolo da protagonista. Per un’azienda che il pubblico continua ad associare soprattutto al computer di casa e alla console, si tratta di un ribaltamento piuttosto marcato.
Questo non vuol dire che il PC o il gaming siano diventati irrilevanti per il gruppo, ma la loro incidenza sul bilancio racconta una realtà diversa da quella percepita da chi usa ogni giorno un computer con Windows o gioca su Xbox. Nel primo trimestre fiscale 2027, a fronte di 92,3 miliardi di ricavi complessivi, i tre marchi più noti al grande pubblico pesano soltanto per il 17% del fatturato.
Fonte: TecnoAndroid


