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Meta Muse ora parla: arriva la modalità vocale con avatar animato

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Meta ha introdotto la modalità vocale per Muse, il suo agente basato sull’intelligenza artificiale, che da oggi permette di sostenere vere e proprie conversazioni parlate in tempo reale. L’annuncio è arrivato direttamente dal CEO Mark Zuckerberg e la novità ha già cominciato a raggiungere gli utenti. Con Muse non ci si limita più ai messaggi scritti, perché adesso si può anche chiacchierare a voce con un botta e risposta che punta a somigliare il più possibile a un dialogo naturale.

Il passaggio dalla tastiera alla voce non è un dettaglio da poco per un assistente digitale di questo tipo. Scrivere una domanda e attendere una risposta testuale è un’abitudine ormai consolidata, mentre parlare con un agente che replica subito cambia parecchio il modo stesso di usarlo. Ed è proprio su questo terreno che Meta sceglie di far crescere Muse, puntando sull’immediatezza e su un’interazione meno macchinosa rispetto alla classica finestra di messaggi.

Un avatar che si anima mentre parla

La funzione è stata provata sull’app iOS, dove il primo elemento che salta all’occhio è l’avatar collocato nella parte alta della conversazione. Mentre l’agente risponde, la figura si muove seguendo il ritmo delle parole pronunciate, un po’ come se a parlare fosse davvero un personaggio sullo schermo. È un accorgimento visivo semplice che dà alla chiacchierata con Muse un aspetto più vivo e più vicino a quello di un interlocutore in carne e ossa.

Anche la voce si può personalizzare e le strade per farlo sono due. La prima è la più immediata, perché basta chiedere direttamente all’agente il tono desiderato e lasciare che sia lui a scegliere quello più adatto. La seconda richiede qualche passaggio in più e passa dalle impostazioni dell’avatar, dove è disponibile una lunga serie di opzioni da scorrere e confrontare con calma. Chi preferisce delegare può quindi affidarsi all’assistente, mentre chi ama avere il controllo trova un elenco completo tra cui orientarsi senza fretta.

Risposte rapide con qualche pausa

Nelle prime prove, per quanto brevi, la modalità vocale di Muse si è dimostrata reattiva. L’agente risponde in fretta quando gli si parla, senza quei tempi morti che spesso rendono goffe le conversazioni con un software. Lo scambio risulta così scorrevole e il passaggio da una domanda all’altra avviene senza particolari intoppi, cosa non scontata quando di mezzo c’è una voce sintetica che deve capire e replicare al volo.

C’è però una piccola eccezione. Di tanto in tanto l’assistente si ferma per qualche istante, in particolare quando deve cercare informazioni prima di formulare la risposta. In quei momenti Muse ha bisogno di recuperare i dati necessari e la conversazione rallenta per un attimo, per poi riprendere normalmente una volta completata la ricerca. A parte queste brevi pause il dialogo con l’agente di Meta procede in modo fluido, con l’avatar che continua ad animarsi a tempo con ogni parola pronunciata e la voce che mantiene il tono scelto dall’utente o dall’assistente stesso. La funzione annunciata da Zuckerberg è già in distribuzione e risulta utilizzabile sull’applicazione per iOS.

Fonte: TecnoAndroid

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