In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il calendario è ufficiale e la data da segnare è quella del 15 settembre 2026, giorno in cui MediaTek alzerà il velo sul Dimensity 9600, il nuovo processore destinato ai top di gamma di fine anno e dei primi mesi del 2027. Un annuncio arrivato prima del previsto, perché in molti immaginavano una presentazione più spostata verso ottobre, e che va a incastrarsi in un settembre già affollatissimo per il mondo mobile.
Basta guardare le ultime settimane per rendersene conto. Xiaomi ha già aperto le danze con i suoi nuovi modelli, gli iPhone sono attesi praticamente da un momento all’altro e nella seconda metà del mese arriva la parte forse più interessante per chi guarda alle specifiche tecniche, quella dei chip top di gamma. Perché è lì che si decide come si comporteranno i telefoni dei prossimi dodici mesi, non nei comunicati sul design.
Due versioni, due processi produttivi diversi
La novità più concreta riguarda la struttura stessa della famiglia. Come sta facendo Qualcomm, anche MediaTek dovrebbe presentare due chip invece di uno: un modello standard e una variante Dimensity 9600 Pro. E qui sta il dettaglio che cambia le carte in tavola, perché soltanto la versione Pro dovrebbe essere costruita sul nodo a 2 nm di TSMC, più precisamente il processo N2P. Il modello liscio, invece, resterebbe a 3 nm.
Non è una distinzione da poco. Il passaggio ai 2 nm porta con sé miglioramenti significativi su tre fronti che contano davvero nell’uso quotidiano: efficienza energetica, gestione delle temperature e densità dei transistor, che a sua volta si traduce in più potenza a disposizione. Tradotto in parole semplici, un telefono che scalda meno, consuma meno e allo stesso tempo va più forte. Chi ha usato smartphone di fascia alta negli ultimi anni sa quanto il vero limite spesso non sia la potenza massima, ma quanto a lungo quella potenza riesce a essere sostenuta prima che il chip cominci a rallentare per non surriscaldarsi.
La differenza tra le due versioni del Dimensity 9600 suggerisce anche una strategia commerciale precisa, con il Pro riservato ai dispositivi più costosi e il modello base pensato per coprire una fascia leggermente più ampia. Una scelta che negli ultimi cicli si è vista sempre più spesso tra i produttori di silicio.
Cosa sappiamo della configurazione del Pro
Sul fronte delle specifiche, le indicazioni raccolte finora parlano di una CPU a otto core per il Dimensity 9600 Pro, organizzata in tre gruppi. Due core ad alte prestazioni con frequenza che arriva fino a 4,55 GHz, tre core performance a 4,35 GHz e tre core più orientati al risparmio energetico che si fermano a 3,10 GHz. Numeri che, se confermati, collocherebbero il chip su livelli di frequenza molto aggressivi.
Per la parte grafica si parla invece di una GPU Mali G2 Ultra NX MC12, quindi una soluzione a dodici core dedicata al comparto video e gaming. È il tipo di configurazione che serve per sostenere titoli pesanti e funzioni legate all’elaborazione delle immagini, sempre più centrali nei flagship moderni.








