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McDonald’s, il Big Mac cambia prezzo per quartiere grazie all’IA

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Quanto costa un Big Mac da McDonald’s? Sembra una domanda da bar, eppure oggi rischia di non avere una sola risposta. Negli Stati Uniti il prezzo dello stesso panino può cambiare da un locale all’altro anche a pochi isolati di distanza, e a stabilirlo in modo dinamico è l’intelligenza artificiale.

Che i listini salgano con il passare del tempo è qualcosa a cui i consumatori sono abituati da sempre. La novità sta altrove perché le cifre non variano soltanto con il passare dei mesi ma anche nello spazio, seguendo una specie di mappa invisibile costruita su chi vive e mangia in una certa zona. Il fenomeno riguarda il mercato americano ma coinvolge anche altri mercati globali, che però non sono stati indicati con precisione.

Stesso panino, prezzi diversi a seconda del quartiere

Secondo quanto emerso da un’inchiesta, la catena di ristorazione veloce sta impiegando sul territorio americano algoritmi di apprendimento automatico pensati per suggerire il prezzo considerato “ottimale” di ciascun prodotto. Non si parla quindi di una tariffa unica decisa a livello nazionale e poi applicata ovunque allo stesso modo, ma di una cifra cucita addosso al singolo ristorante.

Tra i parametri presi in esame c’è un elemento che colpisce più degli altri, cioè la disponibilità a spendere dei clienti che frequentano quella zona. Detto in parole semplici il sistema prova a capire quanto le persone di un certo quartiere siano disposte a mettere mano al portafoglio per un panino e calibra le proprie indicazioni di conseguenza. Due locali vicini possono così ritrovarsi con importi differenti per lo stesso identico menu.

È il principio del prezzo dinamico portato dentro il mondo degli hamburger. La cifra smette di essere un numero fisso stampato sul cartellone e diventa un valore che si adatta al contesto. Per chi ordina un Big Mac significa che il conto finale può dipendere dall’indirizzo del locale scelto, ancora prima che dal contenuto del vassoio.

Milioni di scontrini analizzati per ogni punto vendita

Alla base di tutto c’è una mole di dati davvero notevole. Il sistema analizza senza sosta milioni di transazioni registrate nei quasi 14.000 ristoranti McDonald’s presenti negli Stati Uniti e da questo flusso continuo ricava raccomandazioni specifiche per ogni singolo punto vendita. Ogni acquisto diventa così un tassello in più che aiuta il modello a capire come reagisce la clientela di una determinata area quando le cifre si spostano verso l’alto o verso il basso.

Il meccanismo, in sostanza, lavora su due livelli. Da una parte osserva l’insieme enorme delle vendite a livello nazionale, dall’altra restringe lo sguardo sul singolo locale per individuare le sue caratteristiche specifiche. È proprio questa combinazione tra quadro generale e dettaglio di quartiere a permettere all’algoritmo di proporre un listino diverso per ogni insegna.

Il lavoro della macchina non resta nascosto dietro le quinte. Nell’interfaccia utilizzata dagli affiliati, ovvero gli imprenditori che gestiscono i ristoranti in franchising, compaiono anche indicazioni sulla sensibilità al prezzo del singolo locale e sulla presunta disponibilità a pagare dei clienti della zona.

Fonte: TecnoAndroid

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