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I lupi reagiscono all’odore della paura umana in modo molto simile a quello dei cani, e questo dettaglio apparentemente piccolo apre una questione piuttosto interessante. Se un animale selvatico mostra la stessa sensibilità del suo parente addomesticato, allora quella capacità di percepire le emozioni delle persone attraverso il fiuto potrebbe essere molto più antica di quanto si pensasse. Potrebbe addirittura precedere la domesticazione, cioè il lungo processo che ha trasformato un predatore dei boschi nel compagno che oggi dorme sul divano di casa.
Il punto di partenza è semplice da spiegare. Quando una persona ha paura il suo corpo cambia e con lui cambia anche l’odore che emana. Per noi è un segnale quasi impercettibile, mentre per un naso allenato come quello di un canide può diventare un’informazione preziosa. Che i cani fossero in grado di cogliere queste tracce era già un’idea diffusa, e in fondo sembrava avere senso. Migliaia di anni di convivenza con l’uomo avrebbero potuto affinare proprio questa abilità, rendendo il cane un vero lettore degli stati d’animo umani.
Una capacità che non nasce con il cane domestico
Ed è qui che il comportamento dei lupi cambia le carte in tavola. Se anche loro rispondono all’odore della paura come fanno i cani, diventa difficile sostenere che si tratti di un talento nato esclusivamente dal rapporto con l’uomo. Più probabile, a questo punto, che fosse già presente nell’antenato comune e che la domesticazione si sia limitata a ereditarlo, senza crearlo da zero.
Il ragionamento è abbastanza lineare. Il lupo non ha mai vissuto accanto alle persone come ha fatto il cane, non ha condiviso case, cibo o abitudini. Eppure la sua reazione ricalca quella del cugino addomesticato. Questo suggerisce che la sensibilità agli odori emotivi umani faccia parte di un bagaglio più antico, forse legato a meccanismi di percezione che i canidi possedevano già molto prima di incrociare la strada dell’uomo.
Non è un dettaglio da poco per chi studia l’origine del rapporto tra uomini e cani. Spesso si tende ad attribuire alla convivenza ogni tratto che rende il cane così sintonizzato con le persone. Questa scoperta, invece, mostra che almeno una parte di quella sintonia potrebbe affondare le radici in qualcosa di precedente, una predisposizione naturale che poi il tempo e la vicinanza hanno reso ancora più evidente.
Quanti altri animali sentono le nostre emozioni
La domanda successiva viene quasi spontanea. Se cani e lupi riescono a percepire la paura umana attraverso l’olfatto, è possibile che altri animali abbiano la stessa capacità? Al momento la risposta non c’è. Gli stessi ricercatori sottolineano che non è chiaro quante altre specie siano in grado di cogliere il profumo delle nostre emozioni, e il tema rimane quindi aperto.
Il campo, d’altra parte, è ancora tutto da esplorare. La comunicazione chimica tra specie diverse è un territorio complesso, fatto di segnali invisibili e difficili da misurare. Capire chi riesce a leggerli e chi no richiede osservazioni attente, perché la reazione di un animale a un odore non sempre è evidente a occhio nudo. Quello che emerge con chiarezza è che i lupi, pur essendo selvatici, condividono con i cani questa particolare forma di sensibilità verso l’odore della paura umana. Per gli studiosi resta però ancora incerto quante altre specie animali possiedano la stessa capacità di percepire le emozioni delle persone attraverso l’olfatto.
Fonte: TecnoAndroid


