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Luna, oltre 10.000 faglie giovani: un rischio per le future basi

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La Luna si sta restringendo, e questo lento processo sta lasciando sulla sua crosta molte più cicatrici di quanto si pensasse. Sono state individuate oltre 10.000 faglie giovani che attraversano la superficie lunare in ogni direzione, un reticolo fitto che cambia parecchio il modo di guardare al nostro satellite. Non si tratta soltanto di una curiosità geologica. Queste fratture rappresentano un problema concreto per chi immagina di costruire lassù le prime basi lunari, perché piazzare una struttura troppo vicino a una di esse non sarebbe affatto una scelta saggia.

Per molto tempo la Luna è stata raccontata come un mondo immobile, quasi congelato nel tempo. L’immagine di un corpo celeste ormai spento ha accompagnato generazioni di appassionati e curiosi. Il quadro che emerge adesso è parecchio diverso. Il restringimento della Luna è un fenomeno ancora in corso che continua a modellarne la crosta, e le faglie ne sono la prova più evidente. Anche l’aggettivo giovani ha il suo peso, perché indica che non si parla di vecchie ferite rimaste lì da epoche remotissime ma di segni relativamente recenti su scala geologica.

Molte più faglie del previsto

Il dato che colpisce di più è la quantità. Le faglie lunari censite sono decisamente più numerose di quanto ci si aspettasse, e superare quota diecimila non è un dettaglio da poco. Si incrociano e si intrecciano tra loro, disegnando una specie di ragnatela che percorre il suolo del satellite. Un panorama che, visto così, ricorda più un terreno sotto stress che una distesa tranquilla e polverosa.

Il legame tra la contrazione e la comparsa di queste spaccature è piuttosto intuitivo. Quando un corpo celeste diventa più piccolo, la sua crosta esterna deve adattarsi a uno spazio ridotto e finisce per cedere in vari punti. Il risultato sono proprio queste fratture, che si moltiplicano man mano che il fenomeno va avanti. Più il satellite si comprime, più la sua pelle rocciosa si increspa e si rompe.

Un rischio per le future basi lunari

Ed è qui che la faccenda smette di essere materia per soli geologi. Negli ultimi anni l’idea di tornare sulla Luna per restarci, magari con insediamenti stabili, è passata dalla fantascienza ai tavoli di progettazione. Scegliere dove costruire diventa quindi una questione cruciale. Un sito apparentemente perfetto potrebbe nascondere nelle vicinanze una di queste linee di frattura, e la presenza di così tante faglie giovani rende la mappa dei luoghi sicuri molto più complicata da disegnare.

Il numero elevato di spaccature significa che le aree da evitare sono più diffuse di quanto immaginato in passato. Chi dovrà pianificare le future basi lunari non potrà limitarsi a valutare l’esposizione al sole, la vicinanza a risorse utili o la comodità per gli atterraggi. Dovrà tenere conto anche della distribuzione di queste fratture sulla superficie del satellite, perché il terreno lunare si rivela meno stabile di quanto suggerisse la sua fama di mondo immobile. La conseguenza pratica è semplice da riassumere. Con oltre 10.000 faglie giovani che solcano il suolo del nostro satellite e una Luna che continua a contrarsi, costruire troppo vicino a una di queste fratture è una mossa decisamente sconsigliata per qualsiasi futuro insediamento umano.

Fonte: TecnoAndroid

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