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Gestire una scuola di gladiatori nell’antica Roma è il cuore di Ludus Magnatus, il gestionale firmato dallo studio danese Contec Games e attualmente disponibile in accesso anticipato. Il nome completo, Ludus Magnatus: Gladiator Manager Simulator, chiarisce subito le intenzioni. Il giocatore veste i panni del lanista, cioè il proprietario del ludus, e deve acquistare schiavi, migliorarne abilità ed equipaggiamento e far crescere la struttura. Un’idea che pesca a piene mani dal fascino di serie come Spartacus e che sulla carta ha tutto per funzionare, anche se il ritmo di gioco fatica parecchio a decollare.
L’ispirazione è piuttosto evidente. Si tratta in pratica di prendere la formula di Football Manager e sostituire i palloni con spade, lance e asce. Un punto di partenza curioso, e anche intrigante, che però nella forma attuale mostra diversi limiti.
Ludus Magnatus: la scalata verso la gloria nel ruolo di lanista
L’obiettivo è risalire dal settimo livello, la Provinces League 2, fino alla vetta della Imperium Romanum Allstar League. Le squadre in tutto sono 112, tra nomi come Thermae Titans, Forum Hadriani e Capua Gladiators, ed è possibile rimpiazzare il team scelto con uno creato da zero. Il problema è che le formazioni sono tante, forse troppe rispetto alla varietà offerta dal gameplay. Più che la costruzione di un impero gladiatorio, la sensazione è quella di una lunga routine con poche soddisfazioni.
Anche l’impatto del giocatore sui risultati resta limitato. Si può migliorare l’equipaggiamento dei combattenti, intervenire sull’allenamento e potenziare il ludus. L’addestramento è la parte più complessa perché richiede un doctore con attributi superiori a quelli degli allievi, e questi può anche trasmettere eventuali abilità. Con appena quattro attributi in gioco, però, la profondità rimane scarsa. Il ludus prevede sette aree da potenziare e le più utili sono il campo di addestramento, l’esploratore e l’antiquario, che migliorano rispettivamente l’allenamento, la qualità delle reclute sul mercato e l’equipaggiamento acquistabile. Le strutture mediche hanno senso se i gladiatori si infortunano spesso, mentre la spia si rivela uno spreco totale di tempo e denaro proprio a causa del sistema di combattimento.
Combattimenti caotici e un’intelligenza artificiale poco obbediente
Prima di ogni scontro si hanno a disposizione cinque slot per impostare altrettante formazioni e tattiche, indicando se attaccare, difendersi o mantenere la posizione. Si possono dare anche ordini specifici, come puntare l’avversario più debole o proteggere un compagno. Peccato che l’intelligenza artificiale prenda queste indicazioni come consigli molto vaghi, e gli scontri finiscono per trasformarsi in una mischia confusa di scudi, mazze e lame.
È qui che il margine di miglioramento appare più ampio. Capita di vedere gladiatori meglio equipaggiati e con statistiche superiori restare immobili a incassare colpi senza reagire. Gran parte del gioco ruota attorno alla preparazione della battaglia, ma poi lo scontro non regala alcuna emozione ed è completamente in balia di un’IA imprevedibile. Il ciclo diventa sempre lo stesso: avviare il match, assistere al caos, accumulare abbastanza denaro per il prossimo potenziamento e ricominciare. La novità si esaurisce in fretta, e servirebbe un controllo più diretto sui combattenti oppure un’opzione per saltare il match e ottenere subito il risultato.
Morte, lealtà e aggiornamenti frequenti
Non mancano comunque gli aspetti riusciti, a partire dalle conseguenze dei combattimenti. I gladiatori possono morire e sfruttarli troppo rende questo esito più probabile, mentre lasciarli in panchina ne abbassa la lealtà. Gestire la rosa conta davvero, anche per via del costo dell’equipaggiamento, e una rotazione di circa 10 uomini sui 15 posti disponibili permette di alternare i lottatori senza scontentare nessuno.
Va riconosciuto anche l’impegno di Contec Games, che rilascia aggiornamenti frequenti su un ampio ventaglio di problemi e migliorie. Finora le patch non hanno risolto le criticità principali ma lasciano intravedere un potenziale, e il supporto proseguirà oltre la versione 1.0, visto che lo studio ha ammesso di non aver pianificato con precisione la numerazione delle release. Il titolo si rivela divertente fino a un certo punto, tuttavia il prezzo di 20,99 sterline appare eccessivo per quanto offerto oggi, e l’acquisto diventa consigliabile soltanto con uno sconto o per chi è davvero appassionato del genere.
Fonte: TecnoAndroid


