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Aranzulla colpito dall’AI: dimezzati i click e utili giù di oltre il 70%

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L’avanzata dell’intelligenza artificiale sta provocando un calo piuttosto drastico del traffico verso i siti web, e adesso a confermarlo con dati concreti è Salvatore Aranzulla. In una recente intervista l’imprenditore ha raccontato quanto stia pesando questa trasformazione su Aranzulla.it, uno dei portali italiani più conosciuti per guide e tutorial. Nel giro di un anno i click si sono praticamente dimezzati e gli utili hanno subito una frenata molto pesante. Era una sensazione diffusa un po’ in tutto il settore, percepita in modo quasi istintivo da chi lavora con i contenuti online, ma raramente qualcuno l’aveva messa nero su bianco con numeri così netti.

Click dimezzati e utili netti in calo di oltre il 70%

I dati diffusi da Aranzulla lasciano poco spazio alle interpretazioni. Nel 2024 il sito registrava in media 1 milione di click al giorno, mentre nel 2025 la cifra si è fermata a 500.000. Un crollo della metà in appena dodici mesi, che per un portale costruito sulle visite degli utenti rappresenta un colpo considerevole.

C’è però un dettaglio che rende il quadro ancora più interessante. Il fatturato dell’azienda non è sceso, anzi è cresciuto, passando da 7,9 milioni di euro nel 2024 a 8,39 milioni nel 2025. A precipitare sono stati invece gli utili netti, scesi da 2,33 milioni a poco più di 640.000 euro. Tradotto in percentuale si parla di oltre il 70% in meno. Un’azienda che incassa di più ma guadagna molto meno, insomma, e il motivo di questo apparente paradosso ha a che fare proprio con il modo in cui oggi bisogna difendersi dalle nuove abitudini degli utenti.

Perché l’intelligenza artificiale toglie visite ai siti di guide

Secondo Aranzulla il nodo principale è abbastanza semplice da spiegare. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, che si tratti di ChatGPT, delle AI Overview di Google o di altri servizi simili, attingono ai contenuti pubblicati dai siti e forniscono la risposta direttamente a chi sta cercando qualcosa. L’utente ottiene quello che gli serve senza dover cliccare sul link e raggiungere la pagina originale. Il risultato è che chi ha prodotto l’informazione vede il proprio lavoro utilizzato, ma non riceve più la visita.

Non è difficile capire perché questo meccanismo sia particolarmente dannoso per un sito come Aranzulla.it. Il portale è focalizzato soprattutto su guide, tutorial e in generale su contenuti pensati per rispondere alle domande che le persone digitano sui motori di ricerca. È esattamente il tipo di richiesta a cui un assistente AI riesce a dare una risposta immediata. Lo stesso Aranzulla, del resto, aveva già lanciato l’allarme nei mesi scorsi con dichiarazioni dello stesso tenore, segnalando come il fenomeno stesse diventando sempre più evidente.

Spendere di più per guadagnare di meno

La forte discesa degli utili netti viene spiegata da Aranzulla con la necessità di investire nell’acquisto di traffico. In pratica la società paga per ottenere un posizionamento più favorevole sui motori di ricerca e aumentare la visibilità dei propri contenuti, cercando così di compensare almeno in parte le visite perse a causa degli strumenti di intelligenza artificiale. Una strategia che tiene in piedi il fatturato ma che erode i margini, perché ogni visitatore conquistato in questo modo ha un costo. Si finisce, in sostanza, per spendere di più per guadagnare di meno.

Sul futuro del portale l’imprenditore non sembra comunque particolarmente preoccupato. In passato Salvatore Aranzulla aveva già spiegato che nemmeno lo scenario più drastico, cioè la necessità di chiudere il sito, rappresenterebbe un grosso dramma. Grazie al denaro accumulato fino a oggi potrebbe infatti vivere di rendita.

Fonte: TecnoAndroid

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