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Limitare gli FPS su PC: meno tearing e GPU meno sotto stress

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Chi gioca su PC tende a inseguire il numero più alto possibile di fotogrammi al secondo, eppure limitare gli FPS nei giochi è una scelta che ha parecchio senso, anche su configurazioni di fascia alta. Impostare un tetto al frame rate a livello di sistema permette di ottenere prestazioni più stabili senza cambiare scheda video, riduce il carico sulla GPU e, abbinato al VSync, aiuta a eliminare il fastidioso tearing. Sembra un controsenso rinunciare a qualche fotogramma, ma i vantaggi sono concreti.

Nella maggior parte dei titoli fissare un limite agli FPS consente di raggiungere e mantenere una resa fluida e costante, a patto che l’hardware sia all’altezza. La scheda grafica lavora meno sotto stress, le ventole fanno meno rumore e anche i consumi complessivi scendono. Il beneficio maggiore si vede però con i monitor VRR, cioè a frequenza di aggiornamento variabile. Il limite serve infatti a tenere il gioco dentro l’intervallo utile del VRR, che in genere parte da 48 fps e arriva fino alla frequenza massima del display. Restando sotto quel tetto la latenza cala leggermente e, insieme al VSync, il tearing non dovrebbe più comparire.

Il tearing nasce quando la GPU invia un nuovo fotogramma allo schermo mentre questo sta ancora mostrando quello precedente. Il risultato è che porzioni di due frame diversi appaiono nello stesso momento, con linee orizzontali che spezzano l’immagine in movimento. Un difetto brutto da vedere e che distrae parecchio. Tecnologie come G Sync di NVIDIA e FreeSync di AMD, quest’ultima compatibile con hardware di qualsiasi marca, adattano la frequenza del monitor ai fotogrammi prodotti dalla scheda, per cui di solito non serve fissare anche un valore minimo. Su una macchina con RTX 5090 i cali sono rari e un passaggio da 120 a 110 fps risulta praticamente impercettibile.

Come impostare il limite e quale valore scegliere

Il metodo più semplice è usare un limitatore di FPS. Molti giochi lo integrano già tra le opzioni grafiche, anche se non sempre si rivela affidabile. Meglio affidarsi al software della scheda video. Chi monta una GPU NVIDIA può usare la NVIDIA App oppure il Pannello di controllo NVIDIA, entrando in Gestione impostazioni 3D, poi Impostazioni globali e infine Frequenza fotogrammi massima, dove si sceglie il valore desiderato. Con le schede AMD si passa da AMD Adrenalin per un limite valido su tutto il sistema, aprendo la sezione Gaming e poi Radeon Chill, dove minimo e massimo vanno impostati allo stesso numero. In alternativa esistono programmi esterni come RivaTuner RTSS di Guru3D. Il valore giusto dipende dalla frequenza massima del monitor. Nella maggior parte dei casi basta combinare VSync e un limite di tre o quattro fotogrammi sotto il massimo dello schermo per dire addio al tearing. Su un pannello a 60Hz si punta quindi a 57 fps, su uno a 120Hz a 117 fps e su uno a 240Hz a 237 fps. Con i display VRR scendere poco sotto il tetto riduce anche un po’ di ritardo, seppur in modo non clamoroso. La perdita di qualche frame è del tutto trascurabile perché nessuno noterà la differenza tra 57 e 60 fps, figuriamoci tra 237 e 240. L’importante è che la scheda sia abbastanza potente da non scendere sotto la soglia scelta.

VSync, pregi e difetti

Il VSync sincronizza il frame rate del gioco con la frequenza di aggiornamento del monitor o della TV, impedendo agli FPS di superarla. Con uno schermo a 120Hz, per esempio, non si andrà mai oltre i 120 fps. Prima di inviare un nuovo fotogramma la GPU deve attendere che il display completi il proprio ciclo di aggiornamento. Su un pannello a 60Hz questo comporta un ritardo di 16,7 ms, che diventa 8,33 ms a 120Hz e appena 4,17 ms sui velocissimi 240Hz.

Il vantaggio è evidente perché il tearing sparisce quasi del tutto. Il rovescio della medaglia è l’input lag aggiuntivo, inevitabile visto che la scheda è costretta ad aspettare. L’entità varia da gioco a gioco, ma in linea di massima si può mettere in conto un ciclo di aggiornamento in più, quindi di nuovo 8,33 ms su un monitor a 120Hz. Se poi la GPU non riesce a generare frame abbastanza in fretta, quelli in coda si accumulano e la latenza cresce ancora.

Nella pratica il ritardo introdotto dal VSync raramente si percepisce. Chi gioca agli sparatutto con schede NVIDIA e cerca la massima reattività può comunque provare VSync Fast, disponibile nel Pannello di controllo NVIDIA sotto Gestione impostazioni 3D. Questa modalità lascia la GPU libera di continuare a renderizzare senza attendere il ciclo del monitor, quindi non limita gli FPS come il VSync classico, e punta a ridurre il lag contenendo allo stesso tempo il tearing. Dà buoni risultati nei titoli in cui il frame rate supera di molto la frequenza dello schermo, anche se non funziona con tutti i giochi.

Fonte: TecnoAndroid

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