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Lenovo Googlebook 15 è il nome che circola con più insistenza fra le prime indiscrezioni sulla nuova famiglia di portatili Android targati Google, e la scheda tecnica che è emersa racconta di una macchina pensata per stare parecchio sopra la media a cui i Chromebook hanno abituato. Display ad alta risoluzione, refresh elevato, processore Intel di ultima generazione. Insomma, un portatile che di economico ha ben poco, almeno sulla carta.
Il lancio ufficiale della piattaforma Googlebook resta fissato entro la fine dell’anno, ma i dettagli su almeno uno dei modelli che accompagneranno il debutto hanno iniziato a prendere forma. E il quadro che ne esce è coerente con quanto Google aveva lasciato intendere quando ha presentato l’iniziativa, ovvero dispositivi più ambiziosi rispetto ai Chromebook tradizionali.
Cosa dice la scheda tecnica trapelata
Secondo le informazioni circolate, Lenovo starebbe lavorando a più di un dispositivo per Google. Da una parte un tablet con trackpad e tastiera staccabili, dall’altra un portatile dalla forma più classica. Lenovo Googlebook 15 rientra in questa seconda categoria. Il pannello sarebbe un OLED da 15,3 pollici con refresh a 120Hz, risoluzione 2.880 x 1.800 pixel e picco di luminosità fino a 500 nit. Numeri che nel mondo dei portatili Google rappresentano un salto notevole, visto che finora la fascia alta si è limitata a schermi ben più ordinari. Sotto la scocca ci sarebbe un Intel Core Ultra 5, affiancato da 16GB oppure 32GB di RAM LPDDR5x e da un taglio di archiviazione che può essere di 256GB o 512GB.
Il confronto con il programma Chromebook Plus rende l’idea della distanza. Per quella certificazione Google chiedeva ai partner almeno 8GB di RAM, 128GB di spazio e un processore Intel Core o un AMD Ryzen serie 700, requisiti minimi necessari per sbloccare alcune funzioni di intelligenza artificiale riservate. Qui si parla del doppio della memoria di partenza e del doppio dello storage, con un chip più recente. La promessa di un ecosistema più premium, insomma, sembra rispettata.
Gemini Intelligence e il Magic Cursor
Tutta quella potenza in più serve anche a far girare le funzioni di Gemini Intelligence, il pacchetto di strumenti che Google ha messo al centro della nuova piattaforma. Fra quelle mostrate in fase di annuncio, la più curiosa è senza dubbio Magic Cursor, che trasforma il puntatore del mouse in uno strumento di interrogazione contestuale per Gemini. In pratica il cursore smette di essere solo un cursore e diventa un modo per chiedere qualcosa all’assistente a seconda di quello che si ha davanti sullo schermo.
Poi ci sono le particolarità hardware pensate su misura per questi portatili. La più riconoscibile è la glowbar, una striscia di LED multicolore che funge da elemento distintivo dei Googlebook e che, stando a quanto emerso, sarà presente anche su Lenovo Googlebook 15. Un dettaglio estetico, certo, ma anche un segnale visivo immediato per distinguere questi dispositivi da tutto il resto.
Quando si saprà qualcosa di concreto
Sul fronte prezzi non c’è ancora nulla di stabilito, e le specifiche da sole non bastano a tracciare una forchetta precisa. Quello che sembra ragionevole aspettarsi è che questa prima ondata di Googlebook si posizioni sopra la maggior parte dei Chromebook attualmente in commercio, semplicemente perché la componentistica lo impone. Le tempistiche per avere risposte più solide sono comunque brevi. Ad agosto era emerso che Google avrebbe organizzato un evento dedicato alla stampa per il 15 settembre, con l’obiettivo di mostrare in anteprima i primi modelli della nuova famiglia. Sarà quella l’occasione per capire quanti partner sono coinvolti, quali configurazioni arriveranno davvero sul mercato e quanto costeranno.








