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Left 4 Dead 2, il trailer trapelato era un piano di Valve

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Ci sono voluti quasi vent’anni perché venisse fuori la verità sul trailer di Left 4 Dead 2, quel filmato cinematografico comparso online poco prima del lancio come se fosse sfuggito al controllo di qualcuno. Non era un incidente. A raccontarlo è stato Chet Faliszek, ex sceneggiatore di Valve e designer della serie, che ha spiegato come quella fuga di materiale fosse in realtà una mossa studiata per aggirare i paletti imposti dall’ESRB, l’ente statunitense che si occupa delle classificazioni dei videogiochi.

Vale la pena ricordare il clima dell’epoca. Left 4 Dead 2 arrivò nel novembre 2009, ad appena un anno di distanza dal primo capitolo, e la cosa non piacque a tutti. Parecchi giocatori storsero il naso davanti a uno sviluppo così rapido, con il sospetto che Valve volesse semplicemente cavalcare il successo del predecessore. Col senno di poi, in un’epoca di live service e contenuti aggiuntivi venduti a pacchetti, un’operazione del genere passerebbe quasi inosservata. Allora no.

Il braccio di ferro con gli enti di classificazione

Il gioco alla fine si rivelò un seguito solido, molto simile all’originale ma all’altezza delle aspettative. Dietro le quinte, però, la situazione era decisamente più tesa di quanto trapelasse. Faliszek ne ha parlato in un video su YouTube dedicato ad alcune battute tagliate dal gioco, spiegando che in quel periodo Valve stava litigando praticamente con mezzo mondo per via della violenza e del linguaggio della serie. “Bisogna ricordare che, soprattutto ai tempi di Left 4 Dead e Left 4 Dead 2, Valve era in conflitto con l’ESRB, con l’Australia, con la Germania e con diversi altri Paesi per il linguaggio volgare o la violenza presenti nel gioco”, ha raccontato.

La pressione arrivò anche all’interno dello studio. Un avvocato di Valve intervenne direttamente sul lavoro degli sceneggiatori, chiedendo un controllo più stretto sui dialoghi. Il risultato fu una ripulitura mirata: via le espressioni considerate più problematiche, quelle che rischiavano di far scattare qualche allarme presso gli organismi di classificazione. Un lavoro di lima non da poco, considerando quanto le battute dei quattro sopravvissuti fossero parte dell’identità del gioco.

Il finto leak del trailer

Qui entra in scena il nodo vero. All’epoca le regole dell’ESRB per i trailer promozionali non coincidevano con quelle applicate al prodotto finito. In pratica, un contenuto violento o volgare che passava senza troppi problemi dentro un titolo classificato Mature poteva diventare inaccettabile se mostrato in un filmato pubblicitario. Due pesi e due misure, almeno dal punto di vista di chi doveva promuovere il gioco.

Secondo Faliszek, il trailer cinematografico di Left 4 Dead 2 non conteneva nulla di più estremo rispetto a quanto si vedeva giocando. Eppure l’ente non ne avrebbe autorizzato la pubblicazione ufficiale. Da qui l’idea: farlo comparire in rete come se fosse sfuggito per sbaglio, un leak qualsiasi tra i tanti che popolavano i forum di quegli anni.

“Abbiamo fatto trapelare il nostro trailer in anticipo, perché non ci permettevano di pubblicarlo. Lo ammetto. Credo che ormai non possiamo finire nei guai per questo. Sono passati quasi 20 anni”, ha ammesso l’ex sceneggiatore. Il filmato, tra l’altro, venne poi riutilizzato come sequenza introduttiva del gioco stesso, il che rende la vicenda ancora più curiosa: un video destinato fin dall’inizio a finire sotto gli occhi di tutti, che per arrivarci ha dovuto travestirsi da errore. Nel frattempo la casa di Bellevue ha percorso parecchia strada, e anche il suo fondatore. Dopo lo yacht, Gabe Newell ha acquistato una gigantesca villa in Florida dal valore di circa 60 milioni di euro.

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