Che qualcuno decidesse di mettere la lana dentro una supercar da 907 cavalli sembrava improbabile, eppure è esattamente quello che ha fatto Lamborghini con la nuova Temerario Ad Personam, presentata al pubblico durante il Goodwood Festival of Speed 2026. La divisione di personalizzazione della casa di Sant’Agata Bolognese veste Aventador, Huracán e ora Temerario dal 2006, quando debuttò al Salone di Parigi con una serie limitata di Gallardo. Vent’anni e più di 400 colori esterni dopo, ha fatto qualcosa che non aveva mai osato su una vettura di serie.
Il materiale in questione compare in un set composto da due auto, ciascuna pensata come pezzo unico costruito attorno a una precisa idea di stile. Lamborghini lo chiama Gessato, come la trama classica di certi abiti sartoriali. È tessuto in lana vergine, con una base nera attraversata da un gessato argento. Solo che le righe non corrono pulite e continue come su un completo elegante. Il disegno si spezza di proposito, un effetto voluto per richiamare le superfici taglienti e il senso di movimento del design esterno della Temerario.
Gli inserti in lana ricoprono i pannelli delle portiere, la parete posteriore e il rivestimento del tetto, abbinati a pelle pregiata, fibra di carbonio a vista e cuciture fatte a mano. La lana non è la scelta più ovvia per un’auto che supera i 340 km orari, ma è stata preferita per come reagisce alla luce. L’intreccio di filati diversi dà al gessato una tridimensionalità che un materiale piatto non potrebbe avere, oltre a una texture morbida e traspirante che stacca bene dai display digitali e dalle linee affilate dell’abitacolo.
Una versione più votata alla pista
Una delle due vetture rinuncia però alla lana in favore di qualcosa di più tecnico. Le auto equipaggiate con il pacchetto di alleggerimento Alleggerita montano il Corsa Tex di Dinamica, un tessuto ultraleggero che mantiene lo stesso gessato spezzato ma aiuta a limare peso e trattiene meglio il guidatore nelle curve più veloci. La prima auto abbina una vernice Grigio Crater Matt a una livrea a contrasto Grigio Artis, una combinazione pensata per esaltare le linee della carrozzeria senza strafare. La seconda è più audace, con Celeste Fedra, dettagli Bianco Phanes e il pacchetto Alleggerita opaco, un mix che secondo la casa attinge sia alle illustrazioni tecniche sia alla moda contemporanea.
Entrambe portano linee grafiche sottili lungo la carrozzeria, che imitano i segni di costruzione, ovvero le linee guida che i designer tracciano all’inizio per mappare proporzioni e superfici. Un dettaglio piccolo, che però lega l’esterno alla stessa idea dell’interno, mostrare il processo creativo e non solo il risultato finito.
Cosa fa davvero Ad Personam
Ad Personam è nata nel 2006, è diventata un dipartimento dedicato nel 2013 e ha avuto il suo studio a Sant’Agata Bolognese nel 2016. La stragrande maggioranza delle Lamborghini esce dalla fabbrica con almeno un dettaglio personalizzato, che sia un colore, un tipo di cucitura o un materiale interno. I clienti lavorano direttamente con gli specialisti e con il Centro Stile per scegliere tra una palette che ormai supera i 400 colori, con ricami, cuciture e finiture su misura ben oltre la semplice lista di optional.
Il lavoro artigianale si vede soprattutto nei sedili. La Temerario di serie monta poltrone regolabili in 18 direzioni, riscaldate e ventilate, con più configurazioni di qualsiasi sedile mai offerto prima dalla casa. Sul duo Ad Personam quegli stessi sedili sfoggiano inserti in Gessato con pelle abbinata, trasformando un optional di fabbrica in un pezzo unico.
Sotto la sartoria, resta comunque una Lamborghini. Il V8 biturbo da 4.0 litri, costruito interamente a Sant’Agata Bolognese, gira fino a 10.000 giri e da solo eroga 789 cavalli. Con i tre motori elettrici la potenza complessiva sale a 907 cavalli. Numeri che portano l’auto da 0 a 100 km orari in 2,7 secondi e da 0 a 200 in 7,1 secondi, con una velocità massima oltre i 340 km orari. Il telaio è un nuovo spaceframe in alluminio che Lamborghini dichiara più rigido del 20 percento rispetto a quello della Huracán uscente.


