La spada nella roccia è uno di quei film Disney che raramente finisce nelle liste dei grandi classici, eppure meriterebbe molta più attenzione di quanta ne abbia ricevuta finora. Pensando ai capolavori dello studio vengono in mente subito titoli come Biancaneve o Il Re Leone, mentre questa pellicola d’animazione del 1963 tende a scivolare via dalla memoria collettiva. Un vero peccato, perché la sua proposta fantastica ispirata alla leggenda di re Artù, una delle saghe d’avventura più celebri di sempre, ha ancora molto da offrire.
Una storia semplice ma piena di fascino
Il film prende in prestito l’episodio forse più famoso del ciclo arturiano, quello della spada nella roccia che soltanto il legittimo erede al trono d’Inghilterra riuscirà a estrarre. Il racconto però sposta l’attenzione sull’infanzia di Artù, qui chiamato Semola, un ragazzino orfano il cui destino cambia radicalmente quando l’eccentrico mago Merlino decide di prenderlo sotto la propria ala e diventare il suo mentore.
Lungo tutta la vicenda Merlino istruisce il giovane con lezioni davvero originali, sfruttando la magia per trasformarlo in vari animali e insegnargli così qualche verità importante sulla vita. Durante una di queste avventure compare Maga Magò, una strega tanto stravagante quanto potente che si vanta di essere più forte dello stesso Merlino, dando il via a una rivalità spassosa tra i due incantatori. Va detto che lo sviluppo della trama resta più lineare rispetto ad altri classici Disney, a tratti regala persino la sensazione di una narrazione a episodi, ma il carisma dei personaggi riesce a compensare largamente questi limiti.
Il duello di magia che tutti ricordano
Merlino, la perfida Maga magò e il saggio gufo Anacleto formano un trio memorabile che regge buona parte del fascino della produzione. Il momento più alto di La spada nella roccia arriva nella parte finale con il celebre duello di magia tra Merlino e Maga Magò. I due si trasformano uno dopo l’altro in animali diversi nel tentativo di avere la meglio sull’avversario, dando vita a una sequenza tanto fantasiosa quanto divertente che rimane tuttora uno dei passaggi più ricordati dell’intera pellicola.
La regia porta la firma di Wolfgang Reitherman, con le voci originali affidate a Karl Swenson, Rickie Sorensen e Martha Wentworth. Una durata contenuta, appena un’ora e diciannove minuti, che rende il film perfetto anche per una visione veloce senza troppi impegni. Chi volesse recuperarlo lo trova disponibile su Disney+, pronto a riscoprire un piccolo gioiello d’animazione che negli anni è stato ingiustamente messo un po’ da parte.