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Un thriller spagnolo continua a fare incetta di spettatori e a tenere la testa delle classifiche di Netflix. La desconocida, film diretto da Gabe Ibáñez, ha superato i 30 milioni di visualizzazioni ed è ormai da otto settimane stabile in cima alla top delle pellicole in lingua non inglese più viste sulla piattaforma a livello globale. Un risultato che pochi titoli riescono a raggiungere, soprattutto per un prodotto arrivato in catalogo lo scorso maggio 2026.
A trascinare tutto c’è una delle attrici spagnole più amate, Candela Peña, affiancata da Ana Rujas e Pol López. Nel cast compaiono anche Manolo Solo e Kira Miró. Il film dura un’ora e quarantanove minuti e nei primi dieci giorni sulla piattaforma aveva già raccolto più di 20 milioni di riproduzioni. Numeri che non si sono affatto raffreddati, visto che ancora oggi attira intorno a 1,5 milioni di spettatori ogni settimana, stando ai dati diffusi dalla stessa Netflix.
Una trama tratta dal romanzo di Rosa Montero
La desconocida è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Rosa Montero. Peña veste i panni di Anna Ripoll, un’agente di polizia che insieme al collega Quique Zárate, interpretato da López, si ritrova ad affrontare un caso davvero particolare. Una donna legata e imbavagliata, interpretata da Ana Rujas, viene ritrovata dentro un container nel porto di Barcellona. Non sa chi sia né come sia finita lì.
Dopo essere stata portata in ospedale per curare le ferite e per l’amnesia, qualcuno tenta di ucciderla. Un colpo di scena che mette subito in allerta le autorità. Alle domande su chi sia e cosa le sia successo se ne aggiunge un’altra, forse la più inquietante di tutte: perché qualcuno la vuole morta? Nel corso delle indagini viene a galla una complessa rete di attività criminali legate alla tratta di esseri umani e alla prostituzione. Il ritmo del thriller non concede tregua, ed è probabilmente questo a spiegare l’effetto calamita sugli abbonati.
Il ritorno di Candela Peña
Per Candela Peña si tratta di un ritorno al cinema dopo cinque anni. L’attrice ha raccontato di aver atteso a lungo un ruolo del genere: “Mi avevano bussato alla porta poliziesca in qualche momento e non si era mai concretizzato fino a questo. Sono contenta”, ha spiegato in un podcast, in occasione dell’uscita del film.
Nella stessa intervista, Peña ha parlato senza troppi giri di parole delle difficoltà del mestiere. Un passaggio in particolare colpisce: “Voglio fare promozione, perché me ne sono andata dal cinema uscendo in grande stile, alzando la saracinesca dopo la pandemia a Malaga, e torno con un film che esce direttamente su una piattaforma, senza anteprima né niente. Quindi sì, voglio incoraggiare la gente, perché dietro c’è tanto lavoro”. E ancora, con una battuta piuttosto amara sul consumo frenetico di contenuti: “Adesso il contenuto che c’è è come un tritacarne. Io stessa mi dico: quale serie mi è piaciuta quest’anno? L’ho vista due mesi fa e mi sembra già del pleistocene”.










