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Kioxia: in arrivo SSD da oltre 245 TB?

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Nel settore della tecnologia di archiviazione, l’equilibrio tra capacità, velocità e affidabilità è da sempre una sfida. A tal proposito, l’arrivo di determinati prodotti può ridefinire i limiti di ciò che si riteneva possibile. È il caso dell’ultima creazione di Kioxia. L’azienda, infatti, ha presentato un’unità SSD da ben 245,76 terabyte. Un numero che, fuori da ogni contesto, potrebbe sembrare astratto. Eppure, tradotto in termini più concreti, equivale a conservare più di 12.000 film in altissima definizione 4K. Un tale livello di capacità non è pensato per i computer domestici, ma per realtà ben più complesse. Come server, data center, infrastrutture che alimentano servizi cloud, sistemi di intelligenza artificiale e carichi di lavoro su scala massiva. L’architettura alla base di tale SSD si fonda sulla tecnologia NAND BiCS8 3D a 4 bit per cella (QLC). Ogni chip realizzato per tale drive ha una capacità di 2 TB, e la vera innovazione consiste nell’aver raggruppato 32 chip da 8 TB ciascuno. La struttura che ospita suddetti componenti è in formato E3.L.

Kioxia presenta la sua nuova unità SSD

All’interno del drive agisce un controller sviluppato internamente dall’azienda. Quest’ultimo sfrutta lo standard NVMe 2.0 e si interfaccia con il sistema host tramite connessione PCIe 5.0 x4. Inoltre, è adatto anche ai sistemi ridondanti ad alta disponibilità. Ciò grazie alla presenza del supporto dual-port. Le prestazioni, anche se non sono l’elemento chiave di tale progetto, sono tutt’altro che trascurabili. Si parla di circa 12 GB/s in lettura sequenziale e 3 GB/s in scrittura. Mentre nelle operazioni casuali si raggiungono 1,3 milioni di IOPS in lettura e 50.000 in scrittura.

È importante sottolineare che sono disponibili anche varianti più piccole. Le quali si adattano a diverse esigenze. In ogni caso, Kioxia ha posto particolare attenzione anche alla sicurezza e all’affidabilità. Il drive include sistemi di protezione contro blackout improvvisi, supporta cifrature di livello militare come l’AES-256 ed è compatibile con le direttive CNSA 2.0.

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