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Il telescopio spaziale James Webb ha permesso di individuare la galassia da cui proviene il lampo radio veloce più lontano mai osservato, un segnale partito quando l’universo era ancora molto giovane. È un risultato che riguarda uno dei fenomeni più enigmatici dell’astronomia moderna e che potrebbe avvicinare gli scienziati alla soluzione di un mistero aperto da quasi vent’anni.
I lampi radio veloci, conosciuti anche con il nome inglese di Fast Radio Burst o più semplicemente FRB, sono eventi davvero particolari. Durano appena pochi millisecondi eppure in quel brevissimo intervallo riescono a liberare quantità enormi di energia. Gli astronomi li osservano dal 2007 ma la loro origine non è ancora stata compresa in modo definitivo. Si tratta di segnali intensissimi che compaiono e svaniscono quasi all’istante, e proprio questa natura sfuggente continua a interrogare la comunità scientifica. Ogni nuova osservazione diventa quindi un tassello prezioso, soprattutto quando permette di risalire al luogo esatto da cui il segnale è partito.
Un segnale arrivato da 11 miliardi di anni fa
Il protagonista di questa scoperta porta una sigla poco evocativa, FRB 20240304B, ma il suo valore per la ricerca è notevole. Un gruppo internazionale di ricercatori è riuscito a identificare la galassia di provenienza di questo lampo, che oggi detiene il primato di FRB più distante mai osservato. Il segnale risale infatti a un’epoca in cui l’universo aveva appena 3 miliardi di anni, circa 11 miliardi di anni fa.
Vuol dire che quel brevissimo impulso ha attraversato il cosmo per un tempo lunghissimo prima di essere captato dagli strumenti sulla Terra. Studiare un evento così remoto offre agli astronomi la possibilità di osservare questi fenomeni in una fase molto antica della storia dell’universo, ben lontana dai lampi registrati finora a distanze più contenute. Ed è proprio la combinazione tra un segnale tanto lontano e l’individuazione della sua galassia d’origine a rendere questo risultato così interessante per chi cerca di capire cosa generi i lampi radio veloci.
Il ruolo di MeerKAT e la vista infrarossa di Webb
A rilevare per primo il segnale è stato il radiotelescopio sudafricano MeerKAT, il 4 marzo 2024. Captare il lampo però era soltanto il primo passo. Per collocarlo davvero nello spazio e nel tempo serviva trovare la galassia responsabile e misurarne la distanza, un’operazione tutt’altro che semplice. I grandi telescopi terrestri ci hanno provato ma nessuno è riuscito a individuare la sorgente.
La svolta è arrivata con Webb. La sensibilità infrarossa del telescopio spaziale si è rivelata decisiva per scovare la galassia che gli strumenti a terra non erano riusciti a vedere e, soprattutto, per misurarne la distanza con precisione. Senza questo contributo il lampo sarebbe rimasto un segnale isolato, registrato ma privo di un indirizzo preciso nel cosmo. Grazie a James Webb invece gli scienziati dispongono ora sia del segnale sia della sua galassia ospite, una coppia di informazioni che raramente si riesce a ottenere per eventi così lontani.
Fonte: TecnoAndroid


