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Firefox, l’impostazione nascosta per riprendere i download lunghi

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Quando un download di grandi dimensioni su Firefox si blocca a metà e il browser non riesce più a riprenderlo, la colpa non è sempre e soltanto della connessione. In diversi casi il problema nasce da come il programma gestisce le risposte del server e da come prova a recuperare i dati già arrivati sul disco. Tra le preferenze avanzate esiste però un’impostazione poco conosciuta che può cambiare parecchio il comportamento dei download prolungati.

Il parametro interessa soprattutto chi scarica archivi voluminosi, immagini di sistema o comunque file che richiedono parecchio tempo per arrivare a destinazione. Un dettaglio tecnico, certo, ma capace di fare la differenza tra un trasferimento portato a termine e uno da ricominciare da zero. Prima di metterci mano conviene comunque capire cosa provoca davvero l’interruzione e perché la possibilità di ripartire dipende anche dal server remoto, non solo dal browser.

Il timeout di Firefox e i file temporanei .part

La voce da tenere d’occhio si chiama network.http.response.timeout ed è un’impostazione interna che stabilisce quanto Firefox debba aspettare una risposta HTTP. Nelle versioni moderne del browser il valore predefinito è fissato a 300 secondi. In certe situazioni questa soglia finisce per ostacolare il recupero dei trasferimenti più lunghi, in particolare quando il server ci mette troppo a inviare nuovi dati.

Mentre lo scaricamento è in corso, il browser può generare un file temporaneo .part in cui vengono conservati i dati ricevuti prima che l’operazione si concluda. Avere quel file sul disco però non significa automaticamente poter riprendere dal punto in cui ci si era fermati. Firefox deve riuscire a ottenere la parte mancante del contenuto e verificare che le condizioni della richiesta permettano davvero di proseguire.

È una differenza tutt’altro che secondaria, perché il timeout è solo uno dei possibili responsabili. Una connessione instabile, un server configurato in modo restrittivo oppure la mancanza di supporto al trasferimento parziale possono bloccare il ripristino allo stesso modo. Per questo qualsiasi ritocco alla configurazione andrebbe valutato tenendo conto di come si comporta, nella pratica, il servizio da cui arriva il file. Intervenire alla cieca rischia di non risolvere nulla.

Come modificare il parametro e quali precauzioni adottare

Per arrivare all’impostazione basta scrivere about:config nella barra degli indirizzi di Firefox e confermare l’accesso alle preferenze avanzate. A quel punto, cercando network.http.response.timeout, compare la voce da cambiare. Portarla a 0 elimina del tutto il limite di tempo previsto da questa preferenza, mentre in alternativa si può scegliere un valore più alto dei 300 secondi predefiniti per concedere più margine alle risposte lente.

Non si tratta comunque di un rimedio valido in ogni occasione. Un’attesa senza limiti rischia di lasciare una richiesta in sospeso più del necessario quando il server, di fatto, non risponde affatto. Ecco perché alzare il valore in modo graduale rappresenta un approccio più prudente rispetto alla disattivazione completa del timeout, che toglie al browser qualsiasi punto di riferimento.

C’è poi un requisito che nessuna preferenza può aggirare, ovvero il supporto alle richieste HTTP parziali. Sono quelle che permettono di recuperare soltanto la porzione mancante di un file anziché ricominciare da capo. Se il server non consente questa modalità, intervenire sul parametro non basta a rendere ripristinabile il trasferimento. Anche la validità dei dati temporanei e il modo in cui il browser gestisce la sessione possono pesare sul risultato finale del download.

Fonte: TecnoAndroid

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