La disponibilità limitata di iPhone Ultra al lancio potrebbe non essere un problema, ma una scelta ben precisa da parte di Apple. Dopo mesi di indiscrezioni contrastanti sulla data d’uscita del nuovo modello, ormai sembra esserci una convergenza abbastanza netta di pareri. Il debutto avverrà a settembre, insieme a iPhone 18 Pro, anche se la messa in vendita vera e propria potrebbe slittare di qualche settimana.
Il copione ricorda molto quello di iPhone X, presentato a settembre ma arrivato sugli scaffali un po’ più tardi. E anche stavolta pare che le scorte iniziali saranno davvero risicate. Le prime voci parlavano addirittura di un rinvio corposo, forse fino all’inizio dell’anno successivo. Poi la musica è cambiata, e già il mese scorso il quadro si era fatto più chiaro: qualunque ritardo sarebbe stato contenuto.
Cosa aspettarsi dal lancio
A oggi appare parecchio probabile che Apple annunci ufficialmente il suo iPhone pieghevole a settembre, con la vendita che partirà insieme a iPhone 18 Pro oppure al massimo un mese dopo. L’analista Ming-Chi Kuo, però, ha lanciato un avvertimento interessante. Anche mettendo in conto quel margine tra annuncio e commercializzazione, il dispositivo potrebbe risultare quasi introvabile all’inizio.
Secondo le fonti nella catena di fornitura citate da Kuo, nel terzo trimestre verrà prodotto “solo” un milione di esemplari. Tradotto in pratica, i tempi di consegna potrebbero allungarsi fino a quattro o sei settimane, se non di più. Quanto questo numero possa reggere l’urto della domanda resta un’incognita, soprattutto per un prodotto che dovrebbe partire da circa 2.200 euro e arrivare a sfiorare i 2.800 euro nella versione più costosa.
La strategia Ultra di Apple
C’è un punto che merita attenzione, e riguarda proprio la filosofia dietro il marchio Ultra. Il primo prodotto a ricevere questa etichetta è stato Apple Watch Ultra. Sulla carta pensato per gli avventurieri, in realtà l’azienda sapeva bene che esisteva una fetta di pubblico disposta a comprare il modello più caro e con la cassa più grande senza mai avvicinarsi a una vetta innevata o a una barriera corallina. E così è andata: oggi esiste un Apple Watch con un prezzo di partenza letteralmente doppio rispetto al Series 11.
Da questa esperienza Apple ha imparato qualcosa di prezioso. C’è un segmento di mercato abbastanza ampio, disposto a pagare persino più del solito sovrapprezzo per avere il modello definitivo. Abbastanza da giustificare la creazione di prodotti pensati apposta per quel pubblico. E infatti quest’anno dovremmo vedere sia un iPhone Ultra che un MacBook Ultra.
In sostanza, l’azienda sta costruendo un’intera nuova fascia di prodotti, testando fin dove può spingersi il portafoglio di una certa clientela affezionata.
Una formula che funziona
Se c’è una lezione che i marchi del lusso hanno imparato a memoria, è che la disponibilità limitata non è un difetto, ma un pregio. Provare a entrare in una gioielleria Rolex, tirare fuori il portafoglio e uscire con l’orologio desiderato è praticamente impossibile. Anzi, per accaparrarsi certi modelli particolarmente ambiti di Rolex o Ferrari, le aziende arrivano persino a chiedere di acquistare prima pezzi meno desiderabili, giusto per “costruire un rapporto” con il rivenditore.