Il portellone sdoppiato della BMW X5 se ne va, e la notizia ha finito per prendersi la scena molto più delle cinque motorizzazioni globali annunciate insieme alla quinta generazione del SUV. Un dettaglio che sembrava marginale, ma che per tanti appassionati vale quanto o più di un motore nuovo di zecca. Perché quel portellone in due parti non era un vezzo qualsiasi. Accompagnava la X5 fin dal debutto nel 1999, quando questo modello aiutò a definire un intero segmento. Altri, come Toyota Land Cruiser, avevano già archiviato la soluzione da anni. La X5, invece, era rimasta una delle ultime a tenerla in vita. Fino adesso.
Ergonomia e design dietro la scelta
Durante l’evento di lancio a Spartanburg, nella Carolina del Sud, la domanda è arrivata diretta ai vertici del marchio. A rispondere è stato Philip Koehn, Director of Luxury Class Cars per BMW Alpina e Rolls-Royce, che ha spiegato la faccenda in modo piuttosto schietto. Secondo Koehn, una persona di statura media, con braccia di lunghezza normale, fatica davvero a usare quel tipo di apertura. Il portellone diviso, ha ammesso, resta una soluzione affascinante grazie alla parte bassa che si apre, ma nella pratica diventa scomodo soprattutto quando si tratta di scaricare il bagagliaio, non solo di caricarlo.
Il punto è che, pur citando il feedback dei clienti, non sono arrivati né numeri né percentuali a sostegno di questa tesi. E sui social il coro è quasi opposto: molti proprietari, attuali ed ex, indicano proprio quel portellone posteriore come uno degli aspetti che amavano di più della vecchia X5. C’è poi una seconda motivazione, questa volta più estetica. La nuova X5 adotta una linea del tetto leggermente più spiovente. Di riflesso la parte superiore del portellone è scesa un po’, riducendo l’altezza complessiva dell’apertura. In compenso, ha spiegato Koehn, è stata aumentata la larghezza dell’apertura stessa.
Cosa aspettarsi dalla nuova generazione
La BMW X5 del 2027 è attesa nelle concessionarie verso la fine del 2026, con una gamma che spazia dal benzina all’ibrido plug in, fino al full electric. Quello che non ci sarà, ormai è chiaro, è il portellone in due sezioni.
Sulle reali ragioni dello stop, però, restano dei dubbi. La spiegazione legata al feedback dei clienti convince fino a un certo punto. È possibile che pesino di più altre logiche, come il contenimento dei costi, oppure la ricerca di una linea del tetto più filante utile a migliorare l’autonomia sulle versioni elettriche iX5. Un profilo più aerodinamico, del resto, aiuta quando la priorità diventa la percorrenza a batteria. Il dispiacere, per chi apprezzava quella soluzione, resta comunque. Con l’addio del portellone sdoppiato sparisce uno dei tratti più riconoscibili e, a detta di molti, più intelligenti tra i sistemi di apertura posteriore mai montati su un SUV.