La corsa alle memorie DRAM sta mettendo in difficoltà Apple a poche settimane dalla presentazione della gamma iPhone 18, e la questione non è affatto banale. L’azienda di Cupertino, stando a quanto trapelato, starebbe faticando a garantirsi tutte le forniture necessarie per coprire la domanda dei nuovi modelli. E quando si parla di volumi come quelli che muove un lancio di iPhone, anche un piccolo intoppo nella catena di approvvigionamento può trasformarsi in un problema serio.
Il nodo centrale riguarda proprio la memoria DRAM, un componente tutt’altro che secondario negli smartphone di ultima generazione. Più potenza, più funzioni legate all’intelligenza artificiale, più richiesta di memoria. È una catena piuttosto semplice da capire, ma difficile da gestire quando i fornitori faticano a stare dietro ai ritmi imposti dai grandi produttori. E qui entra in scena un nome che negli ultimi tempi si sente sempre più spesso.
Il no del colosso cinese CXMT
Tra le possibili strade percorribili c’era quella di rivolgersi a CXMT, il colosso cinese specializzato nella produzione di memorie. Sulla carta un’opzione interessante, ma la realtà dei fatti si è rivelata più complicata del previsto. Da un lato ci sono gli ostacoli normativi, che nel rapporto tra aziende statunitensi e fornitori cinesi pesano parecchio. Dall’altro, i prezzi elevati che avrebbero reso l’accordo tutt’altro che conveniente.
Il risultato, per ora, è un sostanziale passo indietro. La possibilità di appoggiarsi a CXMT non si è concretizzata, lasciando Apple a dover cercare altrove le forniture di memoria necessarie. Non è la prima volta che il tema dell’approvvigionamento dei componenti diventa un grattacapo per i grandi nomi della tecnologia, e la vicenda legata a iPhone 18 lo conferma ancora una volta.
Il quadro che emerge è quello di un mercato delle memorie sotto pressione, dove la domanda cresce più in fretta della capacità produttiva. Per Apple significa dover muoversi con attenzione, bilanciando costi, disponibilità e vincoli normativi in un momento delicato come quello che precede la presentazione di una nuova gamma. La tempistica, del resto, non aiuta: mancano poche settimane al debutto ufficiale e ogni tassello della filiera deve andare al suo posto.
Restano quindi diverse variabili in gioco per quanto riguarda le forniture di memoria destinate ai nuovi modelli. La strada cinese, almeno con CXMT, sembra chiusa. Cosa deciderà di fare l’azienda per colmare il fabbisogno resta uno degli aspetti più interessanti da seguire in vista del lancio.










