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Insta360 nascosta negli snack: ingegnere spia i chip DRAM

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Una Insta360 X4 Air infilata dentro un sacchetto di snack: è questo il dettaglio che ha trasformato un caso di presunto furto di segreti industriali a Taiwan in una storia che sembra scritta per un film, ma che invece è finita davanti a un procuratore. Protagonista un ingegnere di Nanya Technology, azienda taiwanese che produce semiconduttori, incriminato con l’accusa di aver provato a portarsi via informazioni riservate per ottenere un impiego meglio pagato in Cina.

Il meccanismo, almeno secondo la ricostruzione degli investigatori, era piuttosto semplice nella sua rozzezza. L’uomo, Yeh Yen wei, avrebbe contattato recruiter cinesi nel 2025 e avrebbe continuato a lavorare regolarmente in azienda fino ad aprile di quest’anno. In quel periodo sarebbe entrato tre volte in aree riservate degli stabilimenti con la telecamera nascosta nella confezione di cibo, evitando così i controlli visivi. Una volta dentro, avrebbe consultato documenti interni relativi a tecnologie e processi produttivi delle memorie DRAM, fotografandoli e registrando dati sensibili. Il conteggio attribuito dagli investigatori è preciso: 32 fotografie contenenti segreti commerciali.

Il segnale wireless che ha smascherato tutto

Il punto debole del piano non è stato il sacchetto di patatine, ma la tecnologia stessa. La Insta360 emetteva segnali wireless, e quei segnali hanno lasciato una traccia digitale in tempo reale mentre l’ingegnere si muoveva nelle zone protette. Il team di sicurezza informatica di Nanya ha rilevato la presenza di un dispositivo attivo all’interno di un’area riservata, cosa che di per sé rappresentava già un’anomalia da chiarire.

Da lì il resto è stato lavoro di incrocio dati. L’attività del dispositivo e la sua posizione sono state confrontate con i registri di accesso dei dipendenti e con gli altri log di sicurezza dell’azienda. Tre visite, tre corrispondenze: il cerchio si è chiuso rapidamente su un unico nome. Una telecamera pensata per riprese a 360 gradi, comodissima per chi vuole documentare tutto senza inquadrare nulla in particolare, si è rivelata anche un piccolo trasmettitore impossibile da mimetizzare in un ambiente dove ogni frequenza viene monitorata.

Accuse pesanti e fino a dieci anni di carcere

Quando è stato assunto da Nanya nel 2022, l’ingegnere aveva firmato accordi che vietavano esplicitamente di registrare o scaricare informazioni aziendali senza autorizzazione. Documenti standard nel settore dei semiconduttori, dove il valore economico di un processo produttivo può superare quello di un intero stabilimento e la protezione del know how è una priorità assoluta.

La Procura distrettuale di Nuova Taipei lo ha accusato, ai sensi della legge sui segreti commerciali, di aver copiato illegalmente informazioni riservate con l’intento di utilizzarle in Cina tramite la Insta360. Un reato che a Taiwan può costare fino a 10 anni di reclusione. A questa contestazione si aggiunge un’ulteriore accusa di abuso di fiducia prevista dal codice penale taiwanese, che riguarda la violazione del rapporto professionale con l’azienda.

Il caso si inserisce in un contesto ben noto a chi segue il settore: la corsa alle competenze sulle memorie e sui chip ha reso il personale tecnico taiwanese un obiettivo costante per le aziende cinesi, con offerte economiche difficili da ignorare. Qui però la promessa di uno stipendio più alto ha portato a un’incriminazione, e la prova principale contro l’ingegnere resta quella telecamera da poche centinaia di euro che, mentre riprendeva documenti riservati, continuava a segnalare la propria presenza a chi stava controllando la rete.

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