Vai al contenuto
Offerte

Curiosity trova strani dischi su Marte e ora vuole perforarli

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Su Marte il traffico robotico è più intenso di quanto si tenda a pensare, e tra le missioni attive ci sono ben due rover che percorrono la superficie del pianeta rosso a caccia di informazioni geologiche. Uno di questi è Curiosity, che nelle ultime ore ha individuato delle strutture piuttosto insolite e che adesso punta a perforarle per capire di cosa si tratti davvero. Quelle piccole forme, infatti, potrebbero custodire indizi sulla presenza di acqua nel passato del pianeta.

Spesso ci si dimentica che i veicoli al lavoro lassù sono due e che si muovono in zone ben distinte. Nella regione di Jezero opera Perseverance, che di recente ha studiato un’area interessante affidandosi all’abrasione superficiale, una tecnica che consiste nel grattare lo strato più esterno della roccia per osservarne la composizione. All’interno del cratere Gale si trova invece Curiosity, il modello più anziano dei due, in attività dal 2012. Parliamo quindi di un rover che porta sulle spalle una lunga carriera e che continua a restituire dati preziosi a distanza di anni dal suo arrivo.

Le strane forme fotografate da Curiosity durante il Sol 5016

La scoperta è arrivata durante il Sol 5016, cioè il giorno marziano numero 5016 della missione. Il rover si è imbattuto in rocce dall’aspetto decisamente diverso rispetto a quelle incontrate nelle settimane precedenti e ha scattato alcune immagini di una superficie ricoperta da minuscole strutture simili a dischi. Le dimensioni sono davvero ridotte, con una larghezza compresa tra 3 e 4 millimetri e uno spessore di appena 1 millimetro. Si tratta di dettagli quasi invisibili a occhio nudo, eppure proprio questa loro particolarità le ha rese degne di attenzione. In un paesaggio che fino a poco prima appariva piuttosto uniforme, la comparsa di elementi così regolari e diversi dal contesto circostante ha spinto il team a guardarci meglio. Curiosity, del resto, è stato progettato esattamente per questo tipo di indagini ravvicinate, in cui anche un millimetro può fare la differenza nella lettura della storia geologica di un luogo.

Depositi di solfati e possibili tracce di acqua antica

Il contesto in cui il rover si trovava aiuta a capire perché queste formazioni risultino così interessanti. Curiosity stava attraversando una zona dominata da rocce finemente stratificate, appartenenti a depositi ricchi di solfati. Si tratta di minerali che sulla Terra sono spesso legati a processi in cui l’acqua gioca un ruolo importante, ed è proprio questo il punto che rende la scoperta degna di approfondimento.

Le strane forme a disco, infatti, potrebbero raccontare qualcosa sull’antica presenza di acqua su Marte. Non c’è ancora una risposta definitiva sulla loro origine, ma la combinazione tra la stratificazione delle rocce e la natura dei depositi offre agli studiosi un terreno fertile per nuove ipotesi. Ecco perché il passo successivo previsto è la perforazione, un’operazione che permetterebbe di andare oltre la semplice osservazione della superficie e di raccogliere materiale dall’interno della roccia. La differenza rispetto all’approccio scelto da Perseverance a Jezero è evidente. Se l’abrasione si limita a rimuovere lo strato più esterno, una trivellazione consente di ottenere campioni più profondi e quindi meno alterati dagli agenti esterni. Per un rover come Curiosity, che lavora nel cratere Gale dal 2012, questa nuova campagna rappresenta l’ennesimo tentativo di ricostruire il passato del pianeta partendo da strutture larghe pochi millimetri, individuate tra le rocce stratificate ricche di solfati durante il Sol 5016.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
27 Condivisioni