Quando si parla del Joker più memorabile mai apparso sullo schermo, il pensiero corre subito a Heath Ledger e alla sua interpretazione ne Il cavaliere oscuro, il secondo capitolo della trilogia di Batman firmata da Christopher Nolan. Eppure, dietro quel villain anarchico e psicologicamente devastato, c’è una fonte di ispirazione che pochi si aspetterebbero, un lungometraggio girato ben 75 anni prima che Ledger conquistasse tutti con la sua performance.
Prima di Ledger, altri attori avevano vestito i panni del celebre nemico di Gotham. Cesar Romero negli anni Sessanta, l’inconfondibile Jack Nicholson nella versione diretta da Tim Burton nel 1989 e, se vogliamo contare anche le voci, Mark Hamill che prestò la sua alla serie animata degli anni Novanta. Più tardi sarebbe toccato pure a Jared Leto e Joaquin Phoenix, ma nessuno è riuscito a lasciare un segno tanto profondo quanto Heath Ledger, la cui interpretazione viene ancora oggi considerata una delle migliori di sempre per un cattivo, quasi vent’anni dopo l’uscita del film.
La preparazione di Heath Ledger e le radici del personaggio
È risaputo che per calarsi nel ruolo Ledger si sottopose a una preparazione intensissima, arrivando a isolarsi per sei settimane in una stanza d’albergo per costruire ogni singolo dettaglio che avrebbe reso unica la sua versione del personaggio. Dalla voce inconfondibile fino al minimo dei gesti, tutto venne studiato con cura maniacale.
Ma prima ancora che Ledger entrasse in scena, erano stati Christopher e Jonathan Nolan a costruire il Joker sulla carta, gettando le basi di ciò che volevano diventasse il loro cattivo, un agente del caos terrorista e anarchico, distrutto sul piano psicologico. I due fratelli non attinsero principalmente ai fumetti della DC, bensì a thriller criminali come Arancia meccanica e Heat. È da lì che nasce buona parte del carattere del personaggio.
Il testamento del Dr. Mabuse, capolavoro di Fritz Lang
Con Odissea appena uscito nelle sale e in piena promozione di quello che è senza dubbio il suo film più ambizioso, Christopher Nolan ha approfittato di una visita allo spazio “Criterion Closet Picks” della Criterion Collection per consigliare uno dei film che più lo hanno aiutato a dare forma al Joker. Un’opera realizzata 75 anni prima che Heath Ledger ci incantasse nei panni del villain.
Diretto dal cineasta tedesco Fritz Lang nel 1933, Il testamento del Dr. Mabuse è il seguito del classico del cinema muto Il Dr. Mabuse ed è considerato una pietra miliare del thriller, capace di spingere i confini del genere. Venne persino vietato in Germania proprio in coincidenza con l’ascesa di Hitler al potere.
“Un genio criminale sorprendente”, ha dichiarato Nolan. E ha aggiunto che lui e il fratello si sono ispirati moltissimo al Dr. Mabuse mentre lavoravano a Il cavaliere oscuro, proprio per costruire il personaggio del Joker.
La trama racconta di una serie di crimini che scuotono Berlino. L’ispettore Lohmann, interpretato da Otto Wernicke, viene incaricato delle indagini e trova subito alcuni indizi che sembrano puntare verso un possibile colpevole. Solo che niente torna, perché il sospettato è in carcere da anni, si tratta proprio del Dr. Mabuse, interpretato da Rudolf Klein-Rogge.
Il valore di questo film è incalcolabile. Numerose scene sono diventate veri e propri punti di riferimento per il cinema d’azione e dell’orrore degli anni e dei decenni successivi. Lo stesso genere, un mix di crimine, terrore e mistero, ricevette una spinta potente proprio grazie a quest’opera di Fritz Lang.


