Il progetto del DOGE, il Dipartimento per l’efficienza di governo creato all’inizio del secondo mandato di Donald Trump, è ufficialmente terminato. A confermarlo è stato Scott Kupor, capo dell’Office of Personnel Management. Quest’ultimo ha spiegato come l’agenzia non esista più come entità centralizzata e che le sue funzioni siano state redistribuite ad altri uffici. L’iniziativa, nata con l’obiettivo di rendere più snella e funzionale la macchina pubblica, si è conclusa in anticipo rispetto ai piani previsti. Il DOGE aveva catturato l’attenzione per la nomina di Elon Musk a responsabile. Un incarico fuori dal comune per un manager esterno chiamato a guidare un ufficio governativo. Nei mesi iniziali, il CEO di Tesla si era distinto per un approccio aggressivo, annunciando tagli drastici al budget delle agenzie federali e licenziamenti mirati. Ciò in un tentativo dichiarato di trasformare l’amministrazione pubblica in un’organizzazione più efficiente. Eppure, i risparmi concreti e misurabili ottenuti dall’agenzia si sono rivelati modesti. Alimentando critiche sulla reale efficacia del DOGE.
DOGE: cosa ha portato alla sua fine?
Il percorso del Dipartimento ha subito un’accelerazione negativa a partire da aprile. Ovvero quando Musk ha iniziato a distaccarsi progressivamente dall’ufficio, lasciandolo del tutto tra giugno e luglio. La sua uscita ha generato un vuoto di potere che ha reso difficile la nomina di una nuova leadership stabile. Secondo quanto riportato dagli osservatori statunitensi, le tensioni interne sono cresciute rapidamente, con conflitti tra Musk e funzionari di alto livello, tra cui il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario al Tesoro Scott Bessent.
La chiusura anticipata del DOGE evidenzia le difficoltà di applicare riforme radicali in un contesto complesso come quello governativo. Ciò soprattutto quando guidate da figure esterne al sistema. La sfida per rendere la macchina statale più funzionale e sostenibile rimane aperta. Ed è destinata a influenzare le strategie di governo negli anni a venire.