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Il mercatino online dell’usato firmato Ikea arriva nel Regno Unito, e questa volta il bersaglio è dichiarato: eBay, Facebook Marketplace e Vinted. Dopo le prime prove sul campo a Oslo e Madrid, tocca a Londra ospitare la piattaforma con cui il gruppo svedese vuole mettere in contatto diretto chi vuole liberarsi di una libreria e chi la sta cercando. Il servizio partirà nei prossimi mesi e sarà riservato agli iscritti al programma fedeltà Ikea Family, che potranno comprare articoli per la casa di seconda mano direttamente da altri utenti.
L’idea, raccontata dall’azienda, è quella di costruire uno spazio definito affidabile e dinamico, pensato perché i clienti possano scambiarsi i propri mobili in modo semplice e rapido. Un’operazione che sposta il baricentro: non più solo vendita di prodotti nuovi, ma anche gestione della loro seconda vita, con l’insegna che fa da garante tra due privati che altrimenti si incontrerebbero su una bacheca qualsiasi.
Come dovrebbe funzionare la piattaforma dell’usato
I dettagli operativi sul funzionamento nel Regno Unito non sono ancora stati resi noti. Per farsi un’idea, però, basta guardare a Preowned, la versione già attiva in Spagna. Lì il meccanismo è costruito per togliere attrito al venditore: accanto al prodotto compare una descrizione precompilata, così che chi acquista abbia sotto gli occhi il maggior numero possibile di informazioni senza doverle chiedere in chat. Anche il prezzo non viene lasciato all’improvvisazione, perché è la stessa Ikea a suggerirlo.
C’è poi un incentivo che spinge il denaro a restare dentro il perimetro dell’azienda. Chi vende, infatti, riceve un bonus del 15% sul prezzo dell’articolo se accetta di essere pagato con una carta regalo Ikea invece che con il classico accredito. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché trasforma la vendita di un vecchio mobile in un piccolo credito da spendere in negozio.
La commissione a carico di chi compra
Il servizio non è del tutto gratuito. Ogni compravendita tra privati prevede il pagamento della cosiddetta protection fee, che ricade sulle spalle dell’acquirente e non del venditore. La logica dichiarata è quella della sicurezza delle transazioni, uno strumento pensato per dare tranquillità a chi compra durante lo shopping, in un ambito dove le truffe tra sconosciuti sono la preoccupazione numero uno.
La commissione è obbligatoria e vale il 5% del prezzo di acquisto. Una cifra contenuta, che sulle vendite di piccolo taglio incide poco e che invece diventa più visibile quando il valore dell’oggetto sale. È il prezzo, letteralmente, della mediazione offerta dall’insegna svedese, che si propone come arbitro di uno scambio altrimenti affidato alla buona fede reciproca.
Perché Londra è un banco di prova interessante
Il Regno Unito rappresenta un mercato particolarmente competitivo per il second hand, con piattaforme già radicate nelle abitudini quotidiane di milioni di persone. Vinted ha reso normale rivendere un cappotto, Facebook Marketplace ha catturato la compravendita di prossimità, eBay resta il veterano della categoria. Inserirsi in questo spazio significa scommettere su un vantaggio che nessuno dei tre possiede davvero, ovvero la conoscenza diretta dei prodotti in vendita.










