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Virgin Galactic rinvia i voli commerciali nello spazio al 2027

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Virgin Galactic ha deciso di rimandare ancora una volta l’appuntamento con i viaggi commerciali nello spazio, spostando l’orizzonte al 2027. Una scelta che arriva quando la compagnia era, sulla carta, ormai vicinissima al debutto della sua nuova navicella, quella che dovrebbe finalmente aprire la stagione dei voli a pagamento oltre l’atmosfera. Niente accelerata finale, dunque, ma un altro passo indietro sul calendario.

Il progetto su cui l’azienda lavora da anni riguarda le navicelle di classe Delta, pensate proprio per il trasporto di passeggeri paganti. Non un prototipo sperimentale, non un dimostratore tecnologico da mostrare alle fiere del settore, ma un veicolo concepito dall’inizio per entrare in servizio e portare persone comuni, o almeno persone con portafogli molto capienti, a sfiorare il confine dello spazio. Su questa famiglia di navicelle Virgin Galactic ha costruito buona parte della propria credibilità industriale degli ultimi anni.

Il rinvio che sposta tutto al 2027

La decisione di far slittare il primo volo commerciale al 2027 racconta molto del modo in cui il settore si sta muovendo. Un tempo le compagnie private annunciavano date con una certa disinvoltura, poi la realtà tecnica presentava il conto. Oggi la tendenza sembra opposta, cioè prendersi più tempo del previsto piuttosto che bruciarsi con un debutto affrettato. Quando in gioco ci sono esseri umani a bordo, la prudenza non è una scelta di comunicazione, è una necessità.

Va detto che per Virgin Galactic ogni rinvio pesa. L’azienda vive in una posizione particolare, sospesa tra l’entusiasmo di chi sogna il turismo spaziale e la freddezza di chi guarda i bilanci. Ogni mese di attesa in più significa costi che continuano a correre senza ricavi dai voli, e significa anche gestire l’impazienza di chi ha già prenotato un posto. Non è una situazione comoda, e la compagnia lo sa perfettamente.

Cosa comporta l’attesa per il turismo spaziale

Il tema di fondo resta sempre lo stesso, cioè trasformare un’impresa straordinaria in un’operazione ripetibile. Un volo spaziale riuscito è una notizia, decine di voli spaziali riusciti sono un’industria. È esattamente il salto che le navicelle di classe Delta dovrebbero permettere, e proprio per questo l’azienda sembra intenzionata a non correre. Meglio arrivare tardi che arrivare male, sembra il ragionamento implicito dietro lo spostamento al 2027.

Nel frattempo il mercato dei viaggi spaziali commerciali continua a essere osservato con enorme curiosità, perché rappresenta uno dei pochi segmenti in cui la promessa tecnologica coincide con un’esperienza vendibile al pubblico. Non si tratta di satelliti, non si tratta di missioni scientifiche, si tratta di persone che pagano per vedere la curvatura della Terra da un finestrino. Un prodotto, insomma, con tutte le complicazioni che la parola porta con sé.

Per Virgin Galactic il messaggio è chiaro anche se non piacevole da digerire, cioè che la fase di collaudo e messa a punto della nuova navicella richiede più tempo di quanto si pensasse. Le navicelle Delta restano il cuore della strategia industriale, il veicolo su cui poggia tutta la scommessa dei voli commerciali, e nessuno all’interno della compagnia ha interesse a metterle in servizio prima che siano davvero pronte.

Il calendario, quindi, si riscrive. Il primo volo commerciale della nuova navicella spaziale di Virgin Galactic non arriverà nei prossimi mesi come molti si aspettavano, ma nel 2027.

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