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HyperOS 4, Soft Light Glass non arriva su tutti gli Xiaomi

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Con HyperOS 4 Xiaomi non si limita a mettere mano al motore del sistema, ma cambia anche il modo in cui l’interfaccia si presenta agli occhi. La novità più vistosa si chiama Soft Light Glass, un effetto grafico costruito su trasparenze, riflessi e piccoli giochi di luce che, diciamolo apertamente, somiglia molto al Liquid Glass visto sui sistemi Apple. Il problema, se vogliamo chiamarlo così, è che non tutti i dispositivi aggiornati alla nuova versione potranno godersi lo spettacolo.

L’azienda ha pubblicato per il mercato cinese un primo elenco dei modelli compatibili, spiegando nero su bianco il motivo dell’esclusione di alcuni terminali. Quel tipo di resa visiva chiede potenza grafica, e non poca. Nella fase iniziale della beta l’effetto resta quindi riservato agli smartphone equipaggiati con Snapdragon 8 Elite o processori superiori, con Dimensity 9500 o superiore, oppure con Xring O1 o versioni più avanzate del chip di casa.

Un requisito hardware che pesa, almeno per ora

Il paletto, insomma, è tecnico più che commerciale. Le trasparenze dinamiche e i riflessi in tempo reale vanno calcolati continuamente, e su una GPU meno recente il rischio è quello di scatti, consumi anomali e un’esperienza complessivamente peggiore di quella che si voleva migliorare. Xiaomi ha preferito partire dall’alto della gamma, testare il comportamento su hardware muscoloso e solo dopo allargare il perimetro.

Perché quello attuale, va detto, è dichiaratamente un punto di partenza e non un confine definitivo. Nell’elenco diffuso compaiono già dispositivi che con i requisiti iniziali non hanno nulla a che fare, segno che l’obiettivo dell’azienda è portare Soft Light Glass anche su prodotti di qualche anno fa. Tra i nomi citati ci sono Xiaomi 13, Redmi K70 e MIX Flip, tutti terminali che ormai hanno alle spalle più di un ciclo di aggiornamenti e che, sulla carta, non sarebbero i candidati ideali per un effetto grafico così esigente.

E i modelli globali? Serve pazienza

Qui si entra nel territorio delle probabilità, non delle certezze. La lista pubblicata riguarda ufficialmente il mercato cinese, quindi per i corrispondenti modelli venduti nel resto del mondo servono conferme specifiche da parte dell’azienda. Il ragionamento però è abbastanza lineare, considerato che il limite indicato è sostanzialmente legato al chip e non a scelte di posizionamento commerciale. Se un dispositivo cinese monta un Snapdragon 8 Elite e riceve l’effetto, è ragionevole aspettarsi che il suo gemello internazionale, con lo stesso silicio dentro, finisca prima o poi nella stessa lista.

Non è una garanzia, chiaro. Le differenze tra le due versioni di HyperOS 4 esistono da sempre, sia nei tempi di distribuzione sia in alcune funzioni che restano confinate al mercato interno. Ma quando la discriminante è la potenza della GPU, le probabilità di allineamento salgono parecchio.

Nel frattempo il quadro che si delinea è quello di un’interfaccia a due velocità, almeno in questa fase. Chi ha comprato un top di gamma recente vedrà subito il nuovo linguaggio visivo, con quei riflessi che seguono i movimenti del dito e le superfici che sembrano lasciar passare la luce. Chi ha in mano un modello più datato riceverà comunque HyperOS 4 con tutto il resto del pacchetto, aspettando che il rollout dell’effetto grafico si allarghi.

Un approccio prudente, che ricorda quanto già visto in passato con altre funzioni pesanti dal punto di vista computazionale. Prima i dispositivi che possono gestirle senza compromessi, poi l’ottimizzazione per il resto della gamma. Xiaomi ha comunque messo in chiaro l’intenzione di non lasciare fuori i modelli meno recenti, e la presenza di Xiaomi 13, Redmi K70 e MIX Flip nella documentazione ufficiale è il segnale più concreto in questa direzione.

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