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Mazda CX-30 è uno di quei modelli che mette in difficoltà chi sostiene che sotto i 25.000 euro non si possa avere qualcosa di realmente ben fatto. Il crossover giapponese parte da circa 24.500 euro negli Stati Uniti e, invece di tagliare dove si vede, punta tutto su abitacolo curato, dotazione ricca e un comportamento su strada che sembra arrivare da una categoria superiore. Non è la più spaziosa del segmento, questo va detto subito, ma per chi mette la qualità percepita e il piacere di guida davanti alla pura praticità la scelta diventa quasi obbligata.
Per il 2026 la gamma resta ampia e ben articolata, con versioni che vanno dal buon rapporto qualità prezzo fino a proposte quasi premium e a una variante decisamente sportiva. Anche gli allestimenti bassi arrivano già equipaggiati come si deve, mentre salendo si trovano il motore turbo e finiture di livello. La novità più interessante riguarda tutta la gamma, perché ora ogni versione ha di serie trazione integrale e differenziale autobloccante.
Listino e allestimenti del crossover giapponese
Il listino parte da circa 24.500 euro per la versione base e sale progressivamente: Select Sport intorno ai 26.100 euro, Preferred a 27.600, Aire Edition a 28.100, Carbon Edition a 29.200, Premium a 31.300, Turbo Aire Edition a 32.000 e Turbo Premium Plus a 35.200. Numeri in linea con i riferimenti del segmento come Subaru Crosstrek, Toyota Corolla Cross, Volkswagen Taos e Kia Seltos. Il Mazda CX-30 non li batte sul prezzo puro, ma restituisce più di quanto chieda, con i top di gamma capaci di reggere il confronto con proposte dichiaratamente lussuose.
Per il model year 2026 le modifiche sono contenute. Le due nuove Aire Edition, una con il turbo e una senza, partono dalla dotazione della Preferred e aggiungono rivestimenti in similpelle dedicati, inserti in scamosciato grigio e cerchi da 18 pollici. Il differenziale autobloccante esteso a tutta la gamma è però il vero dettaglio che cambia il carattere di un’auto già piuttosto vivace. La versione con il miglior equilibrio resta la Preferred con motore aspirato. I 250 cavalli del turbo fanno gola, chiaro, ma qui si trovano tetto apribile a inclinazione elettrica, accesso senza chiave, volante in pelle, sedile guida elettrico con memoria e i sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Interni e tecnologia da categoria superiore
Dentro, il crossover gioca la sua carta migliore. Niente effetti scenografici, piuttosto materiali di buona qualità e un disegno pulito che dà una sensazione da segmento premium difficile da trovare tra i subcompatti. La qualità costruttiva è eccellente e le plastiche morbide fanno pensare più a Lexus e Acura che a Toyota e Honda. Lo spazio è il punto debole. Davanti si sta comodi, con 96,8 centimetri di altezza e 105,9 di spazio per le gambe, mentre dietro i valori scendono a 97,3 e 92,2 centimetri e i passeggeri più alti si sentono stretti. Il bagagliaio da circa 572 litri non è il più capiente, però basta per un paio di valigie.

Sul fronte infotainment, Base e Select Sport hanno lo schermo da 8,8 pollici, tutte le altre passano a 10,25 pollici, appoggiato sulla plancia tra materiali morbidi. La strumentazione unisce due indicatori analogici a un display da sette pollici, con head up display sui top di gamma. Apple CarPlay e Android Auto ci sono su tutte le versioni, wireless tranne che sulla base, e dalla Preferred in su arriva la ricarica a induzione. Impianto audio a otto altoparlanti di serie, Bose a dodici altoparlanti a richiesta.
Come va su strada il Mazda CX-30
Due motorizzazioni, entrambe con cambio automatico a sei rapporti e trazione integrale. Il 2.5 aspirato quattro cilindri in linea dà 186 cavalli e 186 libbre piede di coppia, con 0 a 100 chilometri orari in circa 8,1 secondi. Il 2.5 turbo sale a 250 cavalli e 320 libbre piede, scendendo a 6,2 secondi, valori che mettono in difficoltà anche qualche SUV compatto di marchi premium. Ma non è l’accelerazione il vero motivo per cui il crossover convince. È agile, reattivo, con assetto equilibrato, telaio ben calibrato e uno sterzo che sembra preso da una sportiva. Il tragitto quotidiano diventa qualcosa di piacevole, e in una fase in cui le auto tendono a puntare tutto sulle schede tecniche resta un dettaglio che pesa.









