In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Hispano Suiza è tornata a fare sul serio, e lo fa con una hypercar che punta a ridefinire cosa significhi guidare qualcosa di davvero estremo. Il marchio, nato dall’incontro tra alcuni finanziatori spagnoli e un ingegnere svizzero chiamato a fare da mente operativa, ha una storia che affonda le radici nel passato: l’azienda iberica è stata attiva dal 1904 al 1938. Il nome, in spagnolo, significa letteralmente “Ispano-Svizzera”. E oggi la Casa recupera quei fasti con progetti che di misurato hanno ben poco.
La protagonista si chiama Carmen Sagrera, terza hypercar della gamma Carmen a propulsione elettrica. I numeri lasciano poco spazio ai commenti: 1.115 CV, che sono 820 kW, una coppia di 1.160 Nm e uno 0 a 100 km/h coperto in appena 2,6 secondi. Sotto ci sono un telaio raffinato e una serie di sistemi di assistenza pensati non per prendere il posto del guidatore, ma per stargli accanto. L’idea di fondo è tenere l’automobilista al centro, con una tecnologia che non deve mai sporcare le sensazioni al volante.
Un’elettronica che accompagna senza farsi notare

La Casa spagnola, che ha un passato anche nel settore aeronautico, vuole trasformare ogni accelerazione e ogni curva in qualcosa di intuitivo e preciso. Per rafforzare il legame tra chi guida e la vettura è stato sviluppato un sistema elettronico che non filtra l’esperienza, ma la segue con discrezione, rispettando ogni scelta umana. Si chiama Hispano Suiza Driver Dynamics, o più semplicemente HSDD, e coordina stabilità, gestione della coppia, distribuzione della potenza e le varie modalità di guida della Carmen Sagrera.

Dentro l’HSDD convivono diversi software che tengono sotto controllo il comportamento dinamico dell’auto, l’erogazione della potenza, la trazione, la frenata e la sicurezza attiva. Ogni dato viene elaborato in tempo reale, incrociando i parametri della vettura con quelli dell’ambiente circostante. Tra le funzioni che spiccano ci sono il controllo di trazione Grip Enhancement System, il controllo di stabilità Active Yaw Modulation, la gestione della coppia e l’adattamento della risposta a seconda della modalità selezionata.

C’è poi l’Electronic Torque Stabiliser, che governa la rigenerazione dell’energia e può applicare coppia negativa in modo indipendente alle ruote posteriori per aumentare la stabilità. Sulla carta, insomma, la Carmen Sagrera mette insieme tutto quello che ci si aspetta da una hypercar: esclusività, lavoro artigianale, innovazione e una buona dose di emozione.
Il tocco umano dietro la macchina

L’equilibrio tra prestazioni e sofisticazione green è arrivato attraverso simulazioni e test drive, sia in pista sia su strada. E qui entra in gioco un nome che qualche appassionato ricorderà: il collaudatore ed ex pilota di Formula 1 Luis Pérez-Sala, che corse con il team Minardi nella stagione 1988/89 e fu poi consulente della scuderia HRT. Il suo contributo è servito a perfezionare un sistema in cui non si ha mai la sensazione che l’elettronica strappi il controllo di mano al pilota.
Il software della Carmen Sagrera elabora oltre 200 milioni di istruzioni al secondo, appoggiandosi a un’architettura capace di leggere informazioni provenienti da più di 100 sensori sparsi nella vettura. Vengono monitorati la posizione e la velocità di rotazione del volante, il pedale dell’acceleratore, la velocità delle ruote, la pressione di frenata, l’angolo di imbardata del telaio, l’escursione degli ammortizzatori, l’accelerazione sui tre assi, oltre a carica, corrente e tensione della batteria, la modalità di guida e persino temperatura e pressione ambientale.
A spiegare la filosofia ci ha pensato Juan Fernández, Chief Technical Officer di Hispano Suiza, con parole che riassumono bene l’approccio: “In Hispano Suiza intendiamo la tecnologia come uno strumento per intensificare il piacere di guida, non per sostituirlo. Il sistema Hispano Suiza Driver Dynamics coordina ogni intervento affinché agisca soltanto quando necessario, in modo preciso, naturale e coerente con il carattere della vettura”.









