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Guillermo del Toro ha provato a portare BioShock al cinema, ma l’esperienza si è rivelata un vero disastro. Il regista messicano, uno dei nomi più amati dal pubblico che segue il cinema fantastico, ha raccontato che quel tentativo è andato talmente male da convincerlo a non avvicinarsi più alle trasposizioni videoludiche. Una scelta netta, arrivata dopo un percorso che non ha mai portato a un risultato concreto e che ancora oggi lascia il segno nel suo modo di guardare al rapporto tra schermo e controller.
Quando gli è stato chiesto se gli piacerebbe dedicarsi a un progetto di questo tipo, del Toro ha risposto con una certa franchezza. “Sapete, ci ho provato”, ha spiegato, aggiungendo subito dopo che le dinamiche di un videogioco sono molto diverse da quelle di un film. Secondo il regista le due forme possono anche assomigliarsi sul piano visivo, per il modo in cui si muove la telecamera e per altri aspetti legati alla messa in scena. Il punto però è la narrazione, che segue logiche completamente differenti perché chi guarda un film non risolve enigmi e non costruisce nulla con le proprie mani.
Il “mandala” di del Toro e la differenza tra gioco e cinema
Per spiegare meglio il concetto, del Toro ha tirato in ballo il lavoro fatto sulla struttura di Insane. In quel caso, ha raccontato, è stato creato quello che lui stesso definisce un “mandala”. L’idea di fondo è dare al pubblico l’illusione di un sandbox infinito, guidandolo a destra o a sinistra attraverso quelle che sembrano sue decisioni, ma che in realtà servono a condurlo verso un angolo preciso. Un meccanismo sottile, che secondo il regista rende l’esperienza interattiva qualcosa di profondamente diverso rispetto al racconto cinematografico tradizionale.
Questa riflessione aiuta a capire perché l’adattamento di BioShock si sia rivelato così complicato. Oggi il film tratto dalla celebre saga è in lavorazione presso Netflix, ma in passato quello stesso progetto era finito proprio nelle mani di del Toro. Il regista ha ricordato di aver avuto un paio di telefonate a riguardo, definendole probabilmente alcune delle conversazioni più disastrose della sua vita. Non è sceso nei dettagli, ma dalle sue parole traspare chiaramente quanto quell’esperienza sia stata pesante, al punto da spingerlo lontano da questo genere di produzioni.
Una passione per i videogiochi che non si è mai spenta
Nonostante tutto, il legame tra Guillermo del Toro e il mondo dei videogame non si è mai interrotto davvero. Qualche tempo fa il regista aveva rivelato quali sono i suoi titoli preferiti di sempre, mettendo al primo posto proprio BioShock. Subito dopo arrivano Death Stranding, la serie di Metal Gear Solid, Left 4 Dead e Red Dead Redemption. Una lista che racconta bene i gusti di un autore affascinato dalle atmosfere cupe e dai mondi costruiti con grande cura, e che rende ancora più curioso il fatto che il suo gioco del cuore sia anche quello legato alla sua delusione più grande.
Il film di BioShock a cui fa riferimento del Toro ha iniziato a prendere forma dopo il 2017. In quel periodo il regista aveva dichiarato di voler vedere quella storia arrivare sul grande schermo, dopo che un precedente tentativo di adattamento affidato a Gore Verbinski non era andato in porto. Solo alcuni anni più tardi del Toro ha ammesso di essere stato coinvolto in prima persona in un progetto cinematografico legato alla saga ambientata nella città sottomarina. Anche in questa occasione però non è stato possibile arrivare fino in fondo e la pellicola non ha mai visto la luce.
Fonte: TecnoAndroid








