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Grok, il Minnesota conferma il ban delle app di nudificazione

Il ban delle app di nudificazione in Minnesota resta pienamente valido, almeno per ora. Il giudice Donovan Frank ha respinto la mozione con cui xAI, la società di Elon Musk ora ribattezzata SpaceXAI, chiedeva di sospendere l’applicazione della legge HF 1606 approvata a maggio. Una battaglia legale che si intreccia con un tema sempre più caldo, dato che anche in Europa è arrivato un divieto simile dopo la modifica dell’AI Act.

Cosa prevede la legge del Minnesota

Il funzionamento di Grok è ormai noto anche a chi segue solo di sfuggita le vicende dell’intelligenza artificiale. L’assistente permette la generazione di immagini sessualizzate attraverso la modalità Spicy. E qui è nato il problema. All’inizio di gennaio sono stati condivisi milioni di deepfake che ritraevano donne e bambini senza alcun consenso. In diversi paesi l’accesso al servizio è stato bloccato e sono partite le indagini. La modalità incriminata è stata poi riservata ai soli abbonati, ma secondo SpaceXAI gli utenti avrebbero comunque trovato il modo di aggirare le protezioni. La normativa del Minnesota vieta siti e app di nudificazione senza troppi giri di parole. I provider non possono consentire agli utenti di generare immagini e video di nudo non consensuali. Le persone raffigurate nei contenuti manipolati hanno la possibilità di denunciare il proprietario del sito o dell’app. E la sanzione non è affatto leggera, può arrivare fino a circa 460.000 euro per ogni singolo contenuto generato.

La mossa di xAI e il no del giudice

La legge è entrata in vigore il 1 agosto 2026. Appena tre giorni prima, xAI ha presentato una mozione per bloccarne l’applicazione, sostenendo che violerebbe il Primo Emendamento della Costituzione. Il ragionamento dell’azienda è che sarebbe stata costretta a rimuovere la funzionalità da Grok, con tutto quello che ne consegue. Il giudice Donovan Frank però non si è lasciato convincere. Ha respinto la richiesta di un ordine restrittivo temporaneo perché, a suo dire, xAI non subirebbe danni immediati dall’applicazione della legge. La logica è tanto semplice quanto tagliente. Se il danno fosse stato davvero urgente e concreto, difficilmente l’azienda avrebbe atteso fino a tre giorni prima dell’entrata in vigore per muoversi.

Non è comunque finita qui. Il prossimo 19 agosto è fissata l’udienza relativa alla richiesta di un’ingiunzione preliminare, e in quella sede xAI potrebbe ancora ottenere quello che cerca. Nel frattempo, come detto, anche l’Europa ha deciso di intervenire su questo fronte. Il divieto per le app di nudificazione sul territorio europeo verrà applicato a partire dal 2 dicembre 2026.

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