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Grok Bot arriva su macOS e iOS: agenti AI sempre attivi

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Con l’annuncio di Grok Bot arriva su macOS e iOS una squadra di agenti sempre attivi, capaci di portare a termine compiti usando strumenti, siti web e applicazioni. La novità porta la firma di SpaceXAI, la società di Elon Musk, e si appoggia al lavoro in cloud, così le operazioni continuano anche quando il portatile viene chiuso. Il legame con Cursor, l’azienda specializzata nella scrittura di codice tramite intelligenza artificiale che SpaceX sta acquisendo per circa 52 miliardi di euro, è dichiarato apertamente.

Il punto centrale, quello che SpaceXAI mette in prima fila, è la semplicità di utilizzo. Chi ha un abbonamento a Grok può scrivere un messaggio a un bot dal telefono oppure dall’app desktop, in linguaggio naturale, senza costruire flussi di lavoro complessi o impostare routine articolate. Basta una chat, dicono da SpaceXAI, mentre altri strumenti richiedono configurazioni preliminari. C’è anche la capacità di effettuare l’accesso ai siti web, compresi quelli che non offrono una API, anche se sul funzionamento dell’autenticazione non sono stati forniti dettagli.

Grok Bot: bot che lavorano insieme, senza chiedere il permesso sempre

L’aspetto più curioso riguarda il lavoro in parallelo. Più agenti possono essere attivati insieme, con uno che coordina gli altri e diversi specialisti assegnati a compiti differenti. I bot possono entrare in una chat di gruppo e organizzarsi da soli, passandosi il lavoro, assegnando la responsabilità di ogni singola attività e coinvolgendo la persona solo quando serve una decisione che richiede giudizio umano. Un modello che ricorda una piccola squadra, con ruoli distribuiti e un capoprogetto.

C’è poi la parte legata all’apprendimento. Grok Bot può essere istruito su un flusso di lavoro semplicemente osservando come viene svolto un compito. Salva la procedura e la volta successiva la esegue in autonomia, ripercorrendo gli stessi passaggi. SpaceXAI sostiene che i bot migliorino nel tempo, al punto da iniziare a lavorare ancora prima che arrivi la richiesta esplicita dell’utente. Una promessa ambiziosa, che andrà misurata sul campo.

Gli esempi pratici mostrati da SpaceXAI

Sul sito di SpaceXAI compaiono diversi casi d’uso, tutti piuttosto concreti. C’è il bot dedicato alle vendite che aggiorna il CRM inserendo le note ricavate dalle trascrizioni delle chiamate. C’è quello operativo che si occupa dell’inserimento dei nuovi assunti e della gestione delle fatture dentro Gmail. E c’è l’esempio più tecnico, con un bot di ingegneria che riproduce un bug nell’interfaccia del prodotto, apre un ticket e poi gira il compito della correzione a un altro bot, specializzato nel debug.

Sono scenari che raccontano bene l’idea alla base del progetto, ovvero spostare su questi agenti sempre attivi la parte ripetitiva del lavoro d’ufficio, quella fatta di copia e incolla, aggiornamenti di schede e piccoli passaggi manuali che divorano tempo senza portare valore. Il fatto che tutto giri nel cloud significa che le attività proseguono anche a computer spento, il che cambia parecchio la percezione dello strumento rispetto a un assistente che risponde solo quando gli si parla.

Al momento il servizio è in fase beta e l’accesso non è aperto a tutti. Possono provarlo gli abbonati SuperGrok Heavy, Cursor Ultra e Cursor Teams Premium, su macOS e iOS. Le aziende, invece, possono iscriversi a una lista d’attesa per ottenere l’accesso in un secondo momento.

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