In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il fantasma della McLaren F1 torna ad aleggiare sulla California, perché Gordon Murray Automotive ha scelto la Monterey Car Week 2026 per svelare una supercar in serie limitata che, almeno a giudicare dalle prime immagini, guarda dritta al passato più glorioso del suo creatore. Appuntamento fissato per venerdì 14 agosto al The Quail, uno dei palcoscenici più esclusivi della settimana, dove la vettura verrà mostrata ufficialmente. Fino a quel momento c’è soltanto un teaser, avaro di dettagli ma abbastanza eloquente per far muovere il mercato dei collezionisti.
Nell’immagine si intuisce una coupé bassissima e molto larga, con una coda lunga, passaruota posteriori generosi e una presa d’aria sul tetto. Tre elementi che, messi insieme, portano la mente in una direzione precisa: la McLaren F1 GTR degli anni Novanta, la versione da corsa di quella che resta la creatura più celebre firmata da Gordon Murray.
Un progetto nato dentro Gordon Murray Special Vehicles
La nuova arrivata non fa parte della gamma ordinaria, ma nasce dalla divisione Gordon Murray Special Vehicles, il reparto pensato per costruire vetture ancora più esclusive e con margini di personalizzazione molto ampi rispetto ai modelli di listino. L’azienda per ora si tiene abbottonata e si limita a definire il progetto come qualcosa di “molto speciale”, formula che nel gergo di questo mondo significa produzione ridottissima e clienti selezionati in anticipo. Il teaser mostra poco, però quel poco è studiato. La silhouette allungata sul posteriore, la larghezza esagerata sulle spalle e soprattutto quella presa d’aria che spunta dal tetto sono la firma delle vetture da competizione derivate dalla McLaren F1. Chi ha seguito le gare endurance di quegli anni riconosce lo schema al primo sguardo.
Ci sono poi le prese d’aria laterali integrate nella carrozzeria, un dettaglio che sembra rimandare ai condotti di tipo NACA visti sulla S1 LM e, più in generale, al lavoro aerodinamico sviluppato sulle F1 da endurance. Non un omaggio nostalgico fine a se stesso, quindi, ma una soluzione tecnica che torna perché funziona.
Meno estrema della S1 LM, più adatta alla strada
C’è però una differenza che salta all’occhio. Rispetto alla S1 LM, questa nuova coupé appare decisamente meno aggressiva. Nel teaser non si vedono l’enorme ala posteriore né gli altri appendici aerodinamiche che caratterizzavano il modello più orientato alla pista. Il che lascia pensare a una filosofia diversa: conservare il DNA tecnico e stilistico delle Gordon Murray speciali, ma costruire una macchina pensata soprattutto per essere guidata su strada, senza il compromesso costante che impone una vettura da circuito.
Sul fronte meccanico l’ipotesi più concreta porta al V12 aspirato 4.3 già utilizzato sulla S1 LM, probabilmente rivisto per l’occasione, accreditato di 700 CV e abbinato al cambio manuale a sei marce. Una combinazione che nel panorama attuale suona quasi anacronistica, e proprio per questo continua a essere il tratto distintivo del marchio britannico. Nessun ibrido, nessuna sovralimentazione, nessun doppia frizione: aspirazione naturale, dodici cilindri e tre pedali.
Il posizionamento della vettura è chiaro fin da ora. Non si tratta di un modello destinato a competere sui volumi, ma di un oggetto costruito per una nicchia di collezionisti che cercano il legame diretto con la storia della McLaren F1 e con l’approccio ingegneristico che l’ha resa un riferimento. La scelta del The Quail come vetrina, del resto, dice molto sul tipo di pubblico a cui la casa vuole parlare. Le informazioni complete, dai numeri di produzione ai prezzi, arriveranno solo con la presentazione ufficiale della nuova supercar. Fino ad allora resta quel singolo scatto e la certezza che a Monterey, il 14 agosto, il pubblico si troverà davanti a una delle interpretazioni più fedeli dello spirito della F1 GTR mai realizzate dopo la fine degli anni Novanta.









