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Google Workspace for Education: via l’AI, ma addio alla ricerca

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Google ha deciso di concedere alle scuole la possibilità di spegnere le funzionalità AI a partire dal prossimo anno, ma la scelta avrà un prezzo tutt’altro che trascurabile. Chi deciderà di rinunciare all’intelligenza artificiale perderà infatti anche l’accesso al motore di ricerca, cioè lo strumento più conosciuto e utilizzato dell’intero ecosistema di Mountain View. Una condizione che sta facendo discutere, perché mette gli istituti davanti a un bivio piuttosto netto: tenere tutto oppure rinunciare a tutto.

La motivazione fornita dall’azienda è abbastanza lineare, almeno sulla carta. Secondo la società le due tecnologie, AI e ricerca, sono ormai talmente intrecciate da non poter più essere considerate come entità distinte. Separarle, in pratica, non sarebbe più possibile. Una posizione curiosa se si pensa che proprio nei giorni scorsi era emerso un Easter Egg capace di riportare in vita il vecchio Google, quello di trent’anni fa, quando cercare qualcosa sul web significava semplicemente digitare una parola e scorrere una lista di link.

Le polemiche e i servizi coinvolti

Il provvedimento riguarda nello specifico gli ambienti Google Workspace for Education pensati per le scuole primarie e secondarie. Non si tratta di una mossa nata dal nulla. La decisione arriva infatti come risposta a una serie di critiche emerse di recente, legate a una spinta considerata eccessivamente aggressiva dell’intelligenza artificiale all’interno del sistema scolastico rivolto ai più giovani. A sollevare la questione ha contribuito anche un’inchiesta del Wall Street Journal, che ha acceso i riflettori sul modo in cui questi strumenti vengono proposti a studenti spesso molto piccoli.

Quando gli amministratori scolastici sceglieranno di disattivare le funzioni basate sull’AI, il blocco interesserà quattro servizi precisi. Il primo è Gemini, l’assistente di Google. Poi c’è Gemini Notebook, lo strumento conosciuto fino a poco tempo fa con il nome di NotebookLM. A seguire la versione di Gemini integrata in Classroom, la piattaforma usata da moltissimi docenti per gestire lezioni e compiti. Infine, appunto, Search, ovvero il motore di ricerca vero e proprio.

Il nodo della ricerca e la posizione di Google

Per i primi tre prodotti il legame con l’intelligenza artificiale appare abbastanza evidente, dato che la loro stessa natura si basa su queste tecnologie. Il discorso cambia parecchio quando si arriva alla ricerca. È proprio l’inclusione del motore di ricerca nell’elenco dei servizi bloccati l’aspetto più controverso dell’intera vicenda, perché per molti istituti significa privare gli studenti di uno strumento considerato di base per lo studio quotidiano.

A difendere la scelta è intervenuto Chris Phillips, vicepresidente della divisione Education di Google, che ha ribadito la tesi già espressa dall’azienda. Le tecnologie sarebbero ormai troppo interconnesse tra loro per poter essere gestite in modo indipendente, e quindi spegnere l’AI comporterebbe inevitabilmente anche lo spegnimento della ricerca. Una giustificazione che punta tutto sull’aspetto tecnico, lasciando però agli istituti l’onere di valutare se il compromesso valga la pena.

Sul piano pratico l’esperienza degli utenti sarà piuttosto chiara. Chi proverà ad accedere a uno dei servizi disattivati si troverà davanti a un messaggio che segnala l’indisponibilità della funzione per decisione dell’istituto scolastico. Nessuna alternativa ridotta o versione semplificata, quindi, ma un blocco completo deciso a monte dagli amministratori di Google Workspace for Education.

Fonte: TecnoAndroid

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