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Gemini 4 Carbon sfiora Claude Opus 5.5 ma costa un terzo

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Il nuovo modello di frontiera di Google si chiama Gemini 4 Carbon e nel benchmark appena pubblicato da SemiAnalysis non riesce a salire sul gradino più alto del podio. Si ferma però a pochissima distanza da Claude Opus 5.5 di Anthropic, e lo fa con un costo per singola attività che è circa un terzo di quello del rivale. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché quando si parla di modelli di intelligenza artificiale così avanzati il prezzo pesa quanto le prestazioni. Il modello porta con sé diversi miglioramenti apprezzabili e soprattutto offre un rapporto tra resa e spesa decisamente più vantaggioso rispetto alla concorrenza diretta.

Come funziona il benchmark GDPx e chi c’è in classifica

SemiAnalysis, società specializzata in ricerca e analisi nel campo dell’intelligenza artificiale, ha presentato un nuovo test pensato per i modelli di fascia alta. Si chiama GDPx e mette a confronto tutti i principali sistemi di frontiera sviluppati da OpenAI, Anthropic, Meta e naturalmente Google. La particolarità sta nel fatto che la classifica non si limita a riportare il punteggio ottenuto da ciascun modello ma ne indica anche il costo, così da avere un quadro più concreto della convenienza reale.

Le prove sono 206 attività distribuite su ambiti molto diversi tra loro. Si va dalla finanza alla scienza dei materiali, passando per la sicurezza informatica, lo sviluppo software, il settore legale, la biologia e vari altri domini. Un banco di prova ampio, insomma, che cerca di misurare la versatilità dei modelli più che la loro abilità in un singolo campo.

In cima alla graduatoria c’è Claude Opus 5.5, ma Gemini 4 Carbon lo tallona da vicino con uno scarto piuttosto contenuto. A fare davvero la differenza è il conto finale. Il modello di Anthropic arriva a circa 47 euro per attività, mentre la proposta di Google si attesta poco sopra i 15 euro. Gemini 4 Carbon supera anche il terzo classificato, GPT 6 Astra di OpenAI, che ottiene un punteggio inferiore pur costando più di entrambi, intorno ai 50 euro per attività.

Cosa cambia escludendo alcuni ambiti

Il quadro si modifica in modo sensibile togliendo dal calcolo la sicurezza informatica, la biologia e l’allineamento. In questi settori le protezioni di sicurezza integrate nei modelli Claude e GPT tendono infatti a penalizzarli. Senza quei domini GPT 6 Astra balza in testa, mentre GPT 6.1 Sol e Claude Sonnet 5.5 finiscono davanti a Gemini 4 Carbon. Secondo SemiAnalysis questa seconda classifica rispecchia meglio le loro “impressioni soggettive” sui singoli modelli.

C’è poi Gemini 4 Argon, l’attuale modello di frontiera di Google, che occupa l’ottava posizione in entrambe le graduatorie. Si piazza davanti a Muse Wonder di Meta ma resta dietro a Wonder Full. In questo particolare test i suoi costi risultano solo leggermente più bassi rispetto a quelli di Carbon.

Restringendo lo sguardo alla sicurezza informatica entrambi i modelli di Google fanno meglio delle soluzioni di OpenAI e Anthropic. Devono però cedere il passo ai modelli Muse di Meta, che in questo ambito si sono rivelati i migliori con un margine definito significativo. Google ha annunciato Gemini 4 Carbon il 28 ottobre parlando di progressi importanti, ma la data di disponibilità pubblica non è ancora stata confermata. Per la maggior parte dei clienti il modello viene indicato come in arrivo a breve. Nei benchmark diffusi direttamente dall’azienda, Gemini 4 Carbon supera GPT 6 Astra e Opus 5.5 in molti aspetti.

Fonte: TecnoAndroid

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