La fuga di talenti AI da Google sembra non fermarsi. Due nuovi nomi legati allo sviluppo di Gemini sarebbero in procinto di salutare il colosso di Mountain View per spostarsi verso Anthropic, la società che lavora a Claude. Jonas Adler e Alexander Pritzel, secondo quanto trapelato, avrebbero deciso di cambiare squadra. Il primo si è occupato delle attività di coding basate sull’intelligenza artificiale, il secondo ha messo le mani sull’addestramento dei sistemi.
Non si tratta di casi isolati. Prima di loro avevano già imboccato la porta d’uscita John Jumper e Noam Shazeer, due figure tutt’altro che marginali. Jumper, premio Nobel per il lavoro sulla previsione della struttura delle proteine tramite AI, sarebbe diretto anche lui verso Anthropic. Shazeer invece dovrebbe approdare in OpenAI, un altro nome pesante che si porta via.
Chi se ne va e dove sta andando
La storia di Shazeer merita una piccola pausa. Aveva lasciato Google nel 2021 per fondare Character.AI, poi era rientrato. Una volta tornato, aveva co-guidato lo sviluppo di Gemini e stava lavorando a una nuova architettura, ancora basata sul transformer, la tecnica che lui stesso aveva contribuito a introdurre nel 2017 insieme ad altri ricercatori. Prima del salto verso OpenAI, parte della potenza di calcolo destinata a uno dei suoi progetti sarebbe stata dirottata su un team londinese di Google DeepMind, per concentrare meglio il lavoro sul pre-training, ovvero la fase in cui i modelli vengono nutriti con enormi quantità di dati.
Adler e Pritzel, poi, non avrebbero lavorato soltanto su Gemini. Insieme a Jumper si erano occupati di protein folding, l’uso dell’AI per prevedere la struttura tridimensionale delle proteine. È proprio quel filone di ricerca che ha portato Jumper al Nobel. Le partenze toccano quindi anche il gruppo scientifico più in vista di Google DeepMind. Negli ultimi mesi diversi membri del team di Jumper hanno mollato l’azienda, e alcuni si sarebbero spostati in Isomorphic Labs, realtà nata da Alphabet e dedicata allo sviluppo di farmaci progettati con l’intelligenza artificiale.
Google minimizza, ma i numeri raccontano altro
Da Mountain View la versione ufficiale è tranquilla. Un portavoce ha respinto l’idea di trovarsi in affanno sul fronte dei talenti, rimandando alle parole del CEO di Google DeepMind, Demis Hassabis. Qualche giorno fa a Cannes aveva descritto un mercato “ferocemente competitivo”.
“C’è molto movimento di talenti tra tutti i principali laboratori e noi conquistiamo la nostra parte di migliori talenti. Abbiamo di gran lunga il gruppo di ricerca più grande e ampio tra tutti i laboratori là fuori”.
I numeri però raccontano una storia un po’ diversa. Anthropic resta allo stesso tempo rivale e partner di Google, eppure continua a pescare personale da DeepMind. Secondo alcuni sondaggi, i passaggi da DeepMind verso Anthropic sarebbero circa dieci volte più frequenti rispetto al percorso opposto. La società di Claude sta puntando a estendere i propri modelli anche a settori come scienze della vita e sanità, e starebbe valutando la quotazione già dal prossimo autunno.
C’è poi un dettaglio geografico che pesa. Nel Regno Unito, dove ha sede la leadership di DeepMind, molti ricercatori AI sono legati ad accordi di non concorrenza. Per questo motivo Jumper potrebbe iniziare a lavorare in Anthropic soltanto dal prossimo anno. Arthur Conmy, altro ricercatore di DeepMind, ha annunciato su X il suo ingresso in Anthropic per occuparsi di sicurezza AI. Stando al suo profilo LinkedIn, aveva contribuito a Gemini 2.5 e alle attività di AI coding.